I ROMANI A MONTEBELLO

[30] RITROVAMENTI AL LEGNON
Vi aggiorno sulle novitΓ  riguardanti il ritrovamento avvenuto nella localitΓ  Legnon, di Montebello, nella primavera del 2003. Nel precedente notiziario avevo soltanto accennato a questa scoperta; vi riassumo ora cosa Γ¨ stato trovato e avvenuto in questo periodo.
Nella primavera scorsa appreso che in localitΓ  Legnon, una via ormai dimenticata di Montebello, nei pressi della ferrovia, era stato trovato qualcosa di “strano“, ho fatto un sopralluogo. Il materiale che ho rinvenuto sul posto Γ¨ stato ritenuto interessante anche dai soci della nostra Associazione e dall’Assessore dei Beni Culturali di Montecchio Maggiore Prof. Beschin, e componente della Direzione Museale del Comprensorio di cui fa parte anche Montebello. Quando ci ha detto che erano del periodo Romano potete immaginare la nostra soddisfazione per l’importanza della scoperta. E’ stata quindi avvisata del ritrovamento la dott.ssa Rigoni, della Sovrintendenza Archeologica di Padova. Con il consenso ufficioso della dott.ssa Rigoni e d’accordo con il proprietario del podere abbiamo ripulito lo scavo, in precedenza effettuato dall’Enel per lo spostamento di un traliccio, dalle dimensioni di circa 4 mt. x 3 mt.
A un metro e venti centimetri circa di profonditΓ  abbiamo visto uno strato di embrici rotti di circa 25-30 cm. di spessore, posti in ordine e non alla rinfusa. Sotto allo strato di embrici si intravvedevano tantissimi cocci di vasellame vario e, a circa 140 cm. di profonditΓ , elementi di un selciato. Purtroppo la dott.ssa Rigoni non ha avuto la possibilitΓ  di fare un sopralluogo; Γ¨ venuta perΓ² la dott.ssa Alexia Nascimbene, Conservatore Archeologo del Museo civico G, Zannato di Montecchio Maggiore, la quale confermava l’interesse del materiale. Abbiamo quindi consegnato tutta la documentazione in nostro possesso, relativamente al materiale trovato, alla dott.ssa Nascimbene che lo ha fatto vedere alla dott.ssa Rigoni l’8 aprile 2004, la quale confermava l’ipotesi che poteva trattarsi di reperti di epoca Romana risalenti al I secolo a.C. Uno scavo sistematico dovrebbe essere effettuato ora da una squadra di archeologi ma non sappiamo se ciΓ² sarΓ  possibile in quanto le disponibilitΓ  finanziarie degli organi preposti sono assai limitate.
Attualmente il proprietario del podere ha chiuso lo scavo per poter proseguire con i lavori agricoli. Rimaniamo quindi in attesa di nuovi sviluppi che ci auguriamo positivi.

Adelino Fioraso (dal NΒ° 5 di AUREOS – Dicembre 2004)

Figura:Β L’embrice Romano era un tipo di tegola in laterizio, a forma di lastra trapezoidale ed i cui due orli erano rialzati. Tra un embrice e l’altro veniva posizionato un coppo a copertura. L’embrice cosiddetto alla “romana” Γ¨ tuttora largamente utilizzato, soprattutto nell’Italia centrale, e per la copertura di edifici appartenenti ai centri storici (a cura del redattore).
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VALUTAZIONI DI UN SOCIO

[22] VALUTAZIONI DI UN SOCIO E PENSIONATO

Non sono un grande amante della storia, anche perchΓ©, io e lei, non siamo mai andati d’accordo (anzi sono una frana). PerΓ², visto che la storia del mio paese non la conosco molto, ed essendo sempre interessato a cose nuove, ho deciso di iscrivermi all’Associazione Amici di Montebello, per tentare di colmare questa lacuna verso il mio paese.
Figuratevi il mio stupore nell’apprendere che Montebello era giΓ  un centro molto importante fin dai tempi dei Romani e che la famosa strada costruita da loro, la Postumia, probabilmente passava per il paese. Scoprire che i nostri due torrenti, il Chiampo e il GuΓ  giΓ  dal XIΒ° secolo creavano grossi problemi alle popolazioni per le loro piene catastrofiche. Che nel millecinquecento circa vennero i Senatori della Serenissima per cercare di trovare una soluzione limitando i danni provocati nella bassaΒ  Padovana e Veronese durante le piene, e tutto questo Γ¨ documentato. Scoprire che per Montebello sono passati, e vi hanno alloggiato, personaggi che con le loro azioni hanno contribuito a scrivere la storia, altri ancora, nati qui, danno lustro alle nostre vie.
Non mi dilungo ulteriormente su queste considerazioni personali perchΓ© le cose da dire sarebbero molte. Potrei parlare della piazza di Montebello con il suo pozzo ancora visibile, della Loggia, del Pissolo con le sue funzioni, delle varie Confraternite esistite, della nostra Chiesa con le sue opere d’arte interne. Ho visto nel suo internoparte della vecchia Chiesa usata per costruire quella attuale; ho visto e toccato dei reperti paleoveneti rinvenuti sul nostro colle. Sono a conoscenza di un ritrovamento in localitΓ  Legnon: pare si tratti del tetto di una casa romana sepolto sotto un metro e mezzo di terra alluvionale. Il rinvenimento Γ¨ avvenuto casualmente togliendo il basamento di un traliccio dell’alta tensione.
Mi domando, come doveva essere la vita e il paesaggio a quei tempi? L’unico mio rammarico Γ¨ che non so se si procederΓ  con uno scavo archeologico per verificare l’ipotesi che i reperti recuperati suggeriscono.
Dimenticavo le uscite fatte per le vie del paese ad esplorare angoli storici, del Castello, della lunga passeggiata fatta l’anno scorso, partendo da Montebello attraverso Zermeghedo fino all’Agugliana, con ritorno a Montebello. Bella e piacevole escursione lungo le colline dei Lessini che mi hanno “svelato” aspetti di cui non avevo mai sentito parlare. Concludo ringraziando l’Associazione Amici di Montebello per le cose belle e interessanti che mi ha fatto scoprire. Sono pronto a proseguire con quest’avventura. Ciao Ciao

NONNO ADE (dal NΒ° 4 di AUREOS – Dicembre 2003)

Figura: Il castello di Montebello visto da via Pegnare (Foto a cura del redattore).
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