2021_01_ORVIETO

7-8 settembre 2021: ORVIETO

7-8 Settembre 2021 - ORVIETO
7-8 Settembre 2021 - Vista panoramica da ORVIETO
7-8 Settembre 2021 - Vista panoramica da ORVIETO
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Piazza Duomo
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Il Duomo
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Il Duomo
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Interno del Duomo
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Interno del Duomo
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Interno del Duomo
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Interno del Duomo
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Museo archeologico
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Interno di una tomba etrusca
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Museo archeologico: Antefissa
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Museo archeologico: 3 dadi (V sec. A.C.)
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Dal fondo del Pozzo di San Patrizio (248 gradini)
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Piazza Duomo la torre dell'orologio
7-8 Settembre 2021 - ORVIETO - Necropoli del “Crocifisso del Tufo”

ORVIETO – Le Origini di Orvieto

L’origine di Orvieto molto probabilmente è da ricondursi ad epoche molto lontane, quando lo scenario geologico che caratterizzava l’intera parte centrale della penisola italiana era quello di una grande distesa di acqua, che con gli anni, vide affiorare da questo vasto mare parti di terra.
In queste terre emerse si svilupparono diversi sistemi vulcanici e, con ogni probabilità, la fragorosa azione eruttiva di alcuni di essi generò sparsi ed enormi ammassi di roccia e colate di magma.
Si ritiene che un processo simile abbia generato la rupe su cui oggi poggia la città di Orvieto. In particolare, si pensa che l’attività piroclastica esplosiva e le colate laviche generate dal complesso vulcanico di Bolsena (facente parte di altri complessi vulcanici che caratterizzavano l’ ampio “distretto vulcanico dei Vulsini“) , abbiamo generato, con l’accumulo di roccia e sedimenti piroclastici, il plateau tufaceo. L’azione degli agenti atmosferici, col tempo, ha poi modellato le pareti della rupe attuale erodendone i profili e lasciando “sospeso” il grande masso tufaceo. Al tempo stesso, questa intensa attività vulcanica, facendo fuoriuscire una grande quantità di magma, ha svuotato la grande camera magmatica del vulcano al punto da generare il collasso di alcune parti del vulcano. Esso ha creato uno sprofondamento ed una depressione detta “caldera” che, con gli anni, riempiendosi di acqua, ha dato vita al Lago di Bolsena.
Per questo si deve immaginare nel passato, uno scenario nel quale l’acqua, principale responsabile dell’ erosione della rupe, era molto presente e l’ambiente naturale che esisteva era umido e simile a quello tropicale con molto verde, zone paludose e fitta vegetazione. Testimonianza diretta di ciò ne sono i tronchi fossili ritrovati in una cavità alla base della rupe (nota come “grotta dei tronchi fossili”) le cui caratteristiche rimanderebbero ad una varietà di albero, ormai estinto, meglio noto come cipresso delle paludi.
In virtù di tutto ciò, il materiale che compone la rupe della città, essendo di origine vulcanica, ha diversi tipi di consistenza e stratificazioni, con alcuni punti più solidi ed altri meno solidi. Ciò ha anche permesso, col tempo, all’uomo di “lavorare” e modificare questi materiali più friabili creando delle cavità per buona parte della superficie della rupe, come testimoniano oggi la consistente presenza di antiche grotte, cunicoli e pozzi in passato utilizzati come luoghi per il riparo, “butti” e come luoghi per l’allevamento di volatili.

Popoli, Civiltà, Periodi Storici della città di Orvieto

Orvieto, in quasi tremila anni di storia ha attraversato diverse epoche storiche, in particolare, a partire dal IX secolo a.C. fu con la civiltà Etrusca che conobbe un periodo di grande splendore ed importanza tali da diventarne il fulcro e l’abitato più importante del vasto territorio dell’Etruria. Difatti, la città, che in epoca etrusca si chiamava Velzna, conobbe un periodo unico ed irripetibile, di grande prosperità e sviluppo.
A ulteriore testimonianza di questa sua centralità è, secondo il parere di alcuni importanti archeologi e storici, il ritrovamento, secondo alcuni studiosi, in una zona sottostante la rupe, del famoso “Fanum Voltumnae” (Il Tempio di Voltumno, ovvero il santuario federale della Lega Etrusca, un posto dove aveva luogo l’ assemblea periodica (concilium), con riti religiosi e giochi, delle dodici città sovrane etrusche, rappresentate dai loro “principes”, e luogo dove si prendevano decisioni riguardanti la politica estera le azioni militari e si eleggeva il “condottiero” della lega). Ancora oggi sono in corso scavi archeologici nella zona sottostante la rupe orvietana, vicino località San Valentino, dove sarebbe collocato il celebre Fanum. L’attuale area di scavo denominata di “Campo della Fiera”, ad oggi ha permesso di ritrovare resti di origine etrusca (templi), di epoca romana (terme, mosaici, strade) e di epoca medievale (chiesa di S.Pietro in Vetere). Le probabilità, secondo gli esperti, che questo sito coincida davvero con il Fanum sono davvero elevate anche considerando che  Voltumno (divinità legata all’agricoltura) insieme a Tinia (il “Giove Etrusco” a cui era dedicato il tempio del Belvedere) e Vei (la divinità femminile a cui è era dedicato il Santuario – necropoli di Cannicella) erano le divinità principali del territorio.

Il Periodo Etrusco – La civiltà etrusca ha lasciato ad Orvieto molte tracce della sua esistenza. Tra i vari siti archeologici della città: la Necropoli del “Crocifisso del Tufo  (sul versante della rupe che si affaccia su Orvieto Scalo e Sferracavallo), l’area con i resti del Tempio del Belvedere (zona Piazza Cahen e Pozzo di San Patrizio) oltre alla preziosa e cospicua collezione di reperti esposti nei diversi musei della città.
Orvieto rimase per lungo tempo la terra degli Etruschi fin quando gli stessi non subirono l’invasione dei Romani e la città, dopo un lungo assedio, venne distrutta e saccheggiata perdendo molto del suo prestigio e mantenendo un ruolo territoriale più marginale.
Dopo una forte rivolta, i servi di Velzna (Orvieto) erano riusciti a prendere il potere. Gli aristocratici etruschi, allora, chiesero in segreto aiuto ai romani, che inviarono nella città un esercito guidato dal console Quinto Fabio Massimo.

Monumenti e Palazzi di Orvieto oggi

Orvieto è senza dubbio una città ricca di monumenti e cose da vedere. Partendo da Piazza Cahen subito ci si può soffermare a visitare l’antica Fortezza o Rocca Albornoz che oggi ospita i giardini comunali. Nelle vicinanze da vedere i resti del tempio etrusco del Belvedere e il magico Pozzo di San Patrizio, struttura architettonica unica al mondo, con le sue due scalate ellittiche che non si incontrano mai salendo e scendendo il pozzo. Quest’ultimo è una grande opera di ingegneria di Antonio da Sangallo, risalente alla prima metà del 1500 e voluto dal papa Clemente VII. Il pozzo è visitabile percorrendo i suoi 248 scalini ed è un’opera tanto suggestiva quanto geniale nella sua ideazione.
Percorrendo poi Corso Cavour si arriva nei pressi della Torre del Moro che con i suoi 47 metri si erge dominando la città. Oggi è possibile visitare la torre dall’interno e raggiungere la sommità godendo di uno straordinario e suggestivo panorama dell’intera città. Dalla Torre del Moro si può proseguire in più direzioni, verso Piazza del Popolo dove fa bella mostra di sé l’imponente Palazzo del Popolo  (dimora del Capitano del Popolo, importante figura medievale che si faceva portavoce e sostenitore delle ragioni del popolo non nobile) oggi attrezzato centro congressuale. Proseguendo fino alla fine di Corso Cavour si giunge invece a Piazza della Repubblica dove si possono apprezzare la Chiesa di Sant’Andrea icon orvieto con la bella torre dodecagonale e il Palazzo Comunale.
Sempre dalla Torre del Moro, prendendo per via del Duomo, si arriva a Piazza del Duomo dove si trova la cattedrale, autentico capolavoro in stile gotico-romanico. Simbolo della città stessa è il Duomo, la cui costruzione inizia nel 1290. Esso si presenta maestoso con la sua facciata ornata da mosaici in oro splendente e preziosi basso rilievi. Le quattro raffinate guglie danno slancio ad una facciata tra le più belle al mondo.
All’interno del Duomo sono presenti due preziose cappelle: una, la cappella del Corporale ospita il Corporale del Miracolo di Bolsena (evento miracoloso dell’ostia consacrata che sgorgò sangue e macchiò il lino ancora oggi conservato proprio in un prezioso tabernacolo ed esposto al pubblico durante la processione del Corpus Domini), l’altra denominata di San Brizio, affrescata da Luca Signorelli nel 1500 ca., con splendide raffigurazioni religiose e scene apocalittiche.
In Piazza del Duomo sono presenti anche musei di notevole interesse, in particolare: il Museo Archeologico nazionale ed il Museo Faina, entrambi ricchi di preziosi reperti archeologici provenienti principalmente dalle necropoli etrusche del Crocifisso del Tufo e dalla necropoli Santuario della Cannicella.
Il legame di Orvieto con la chiesa e la religione non si esaurisce tuttavia con la presenza del Duomo e dei palazzi papali. Tutto il centro cittadino è costellato da numerose chiese più o meno grandi costruite in epoche e con stili diversi fra loro.
Altra chiesa da segnalare per dimensioni e importanza è quella di San Francesco, costruita nel 1240 sopra i resti di un tempio etrusco, nel punto più alto della rupe orvietana. Si tratta di una costruzione imponente che ebbe molta importanza in passato e dove nel 1297 si tenne la canonizzazione da parte del papa Bonifacio VIII di Luigi IX re di Francia. Tra le molte altre chiese sparse nel centro di Orvieto citiamo, tra le maggiori, Sant’Andrea presso Piazza della Repubblica, San Domenico presso Piazza XXIX marzo. Per gli amanti della storia infine segnaliamo due interessanti attrattive per muoversi e visitare i sotterranei di Orvieto: il Pozzo della Cava, nel cuore del vecchio quartiere medievale, il Labirinto di Adriano, i sotterranei della chiesa di S.Andrea e  le grotte ed il percorso ipogeo di Orvieto Underground, una serie di suggestivi cunicoli e cavità scavati nel tufo oggi visitabili con tours guidati.
Molti sono infine i Palazzi storici di Orvieto appartenuti a nobili famiglie orvietane che abbelliscono la città. Tra i diversi palazzi che meritano una citazione, oltre ai grandi palazzi medievali (Palazzo del Popolo, Palazzo dell’Opera del Duomo e Palazzo dei Sette), gli edifici rinascimentali di Palazzo Buzi, Palazzo Ottaviani, Palazzo Clementini, Palazzo Monaldeschi, Palazzo Comunale, Palazzo Febei, Palazzo Carvajal-Simoncelli, Palazzo Gualterio, Palazzo Crispo-Marsciano, Palazzo Simoncelli. (Da https://www.orvietoviva.com/storia-orvieto/).

Slide: Alcune riprese fotografiche effettuate durante la gita culturale ad Orvieto (Umberto Ravagnani – 2021)