RUGGERO ZEMIN

[254] LA BREVE VITA DI RUGGERO ZEMIN


Una fredda mattina di gennaio del 1968 un violento attacco di cuore interrompeva bruscamente la giovanissima vita di Ruggero Zemin, un giovane pieno di progetti, emblema per tutta la gioventΓΉ di Montebello e non solo. La tragedia che ha colpito cosΓ¬ inaspettatamente la famiglia Zemin della quale Ruggero era l’unico figlio maschio ha destato una profonda emozione in tutto il paese e in quanti lo conoscevano.
Questa Γ¨ la breve ma intensa storia di un personaggio per molti aspetti esemplare, che merita di essere ricordato.
Nato nel 1942, dopo aver conseguito il diploma di Perito industriale, si era iscritto alla facoltΓ  di Economia e Commercio di Verona. Dal 1960 attivista dell’allora DC, divenne, dopo solo un anno, delegato giovanile, poi Commissario giovanile per la zona di Lonigo, quindi Consigliere Provinciale giovanile e, nel 1962, Vice Delegato provinciale e poi membro del Comitato Provinciale. Negli ultimi mesi, prima di lasciarci, faceva parte della dirigenza regionale del Movimento Giovanile. Riportiamo qui un ricordo di due suoi carissimi amici che lo hanno conosciuto molto da vicino.
Β« E’ facile e difficile, ad un tempo parlare di Ruggero Zemin: facile perchΓ© Γ¨ tanto viva la sua memoria in me, difficile perchΓ© aveva tanti aspetti buoni, che si puΓ² dimenticarne qualcuno. Voglio soltanto tracciare alcune linee caratteristiche della forte personalitΓ  di Ruggero, come lo vedo ancora davanti agli occhi. Per essere piΓΉ sincero, ripeto quello che leggo nel mio diario del 5 gennaio di quell’anno in cui ci lasciΓ²: Β« Sono appena tornato da Roma e mi aspetta una notizia che mi lascia senza parole. Mia madre mi dice piangendo: β€œE’ morto un tuo carissimo amico” β€œChi?” β€œRuggero Zemin”. Non mi Γ¨ riuscito di parlare. Vedo nebbia intorno, perchΓ© le lacrime mi hanno confuso la vista. Mia moglie si Γ¨ commossa con me. Ora sono qui a pensare alla sua anima limpida, al suo aspetto sereno, che esternava senza ombre un interiore candido, un’anima che passava sulle difficoltΓ  della vita, senza restarne contaminata, PerchΓ©, penso, ci sono altre persone che vivono in grazia, ma danno l’impressione di farlo senza lottare, perchΓ© sono fatte cosi. Ruggero non era cioΓ¨ un bigotto, non aveva nulla di questo, ma era equilibrato tremendamente, di una compostezza sia interiore che esteriore, che non poteva non destar meraviglia ed invidia; invidia non cattiva, ed Γ¨ questo strano, ma che ti faceva venir voglia di dire un β€œcome fa?” meravigliato Β». Questo Γ¨ Ruggero… Β» (cortesia RUGGERO CASTEGNARO).

Β« Nacque a Montebello Vicentino il giorno 8 marzo 1942. A due anni e mezzo, data la vicinanza fra l’abitazione e l’asilo, veniva prelevato dalla stessa sua maestra, suor Albina Ragazzo, che lo iniziΓ² alla recitazione ed al canto. Sei mesi piΓΉ tardi fece il suo debutto recitando in una giornata piovosa, sulla porta della Chiesa, una poesia al Vescovo in occasione di una visita pastorale. Grazie al Suo talento naturale ed agli insegnamenti di Suor Albina riuscΓ¬ a divenire il primo attore dell’asilo e non c’è stata recita o rappresentazione a cui non abbia partecipato.
A sei anni inizia la scuola elementare che porta a termine, cosΓ¬ come gli studi successivi fino al conseguimento del diploma di perito industriale prima e della specializzazione in elettronica poi con estrema regolaritΓ  e lodevole profitto. Visse isolato la sua infanzia trascorrendola all’aria aperta, sul monte Castello, ora scorrazzando solitario nel sottobosco o fra i vigneti, ora pascolando gli animali da cortile, ora aiutando padre nei lavori agricoli. Finite le elementari lascia la famiglia per entrare in collegio per proseguire gli studi. Dimostra da questo momento la sua personalitΓ  e moralitΓ  rifiutando la proposta, formulatagli da persone che amorevolmente lo seguivano, di entrare in un seminario, dove sarebbe costato meno alla sua famiglia, perchΓ© non sentiva la vocazione e perchΓ© non voleva mangiare il pane dei preti. Entra cosi nell’Istituto San Domenico di Vicenza dove viene seguito da Don Guerrino Pelizza prima e da Don Dante Viola poi. Qui diventa 1a cornetta della banda dell’Istituto.
Ne esce, per raggiunti limiti di etΓ , a diciotto anni, ma ci torna quotidianamente per mangiare in quanto si trova a disagio nelle mense o nei locali frequentati da studenti per il linguaggio scurrile che in detti posti trovava. Il treno che lo porta a Vicenza lo fa riunire anche con i suoi ex compagni delle elementari che hanno proseguito gli studi e cosΓ¬ rinascono le vecchie conoscenze e le vecchie amicizie. Subito fa sentire la sua presenza e resta impresso ad uno degli amici, forse piΓΉ che per le sue capacitΓ  per una altra caratteristica: quella di affibbiargli in determinate circostanze, quando il comportamento avesse lasciato a desiderare l’appellativo di “elemento negativo”. Questo era il suo richiamo ed il suo rimprovero. Terminati gli studi si pensa che debba porre finalmente fine al binomio casa-scuola, ma Γ¨ una sorpresa per tutti: Γ¨ uscito dalla scuola come studente e vi rientra quale insegnante di applicazioni tecniche. Si iscrive anche alla facoltΓ  di economia e commercio di Verona. Al binomio casa-scuola che sembra racchiudere tutti i suoi interessi e tutte le sue energie ne aggiunge un altro: politica. Entra a far parte del Movimento Giovanile della D.C. dove ben presto saprΓ  farsi apprezzare per le sue doti ed idee. Famiglia, lavoro ed impegno sociale: ecco i suoi interessi, ai quali sembrava non potesse staccarsi e dai quali forse non voleva allontanarsi.
Una sera di qualche anno fa, discutendo fra amici, Γ¨ emersa la convinzione che Ruggero abbia vissuto intensamente ed in modo anormale per un bambino la Sua infanzia prima e la sua giovinezza poi, quasi avesse saputo, anche se il suo ottimismo ed i continui progetti per l’avvenire dimostravano il contrario, della fine prematura che l’attendeva.
Ora a 5 anni di distanza, Oltre al grande vuoto che ha lasciato, rimangono a suo ricordo il bar che egli volle trasformare perchΓ© potesse ospitare i giovani e sopra il banco di mescita una sua fotografia che lo rende ancora, ad amici cd avventori. materialmente presente Β» (cortesia GIOVANNI DAINESE).

Foto:
1) Ruggero Zemin in una rara foto (rielaborazione grafica di Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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