LA MAESTRA GIOCONDA BONOMO

[249] LA MAESTRA GIOCONDA BONOMO – La prima insegnante a Montebello


Quando nel 1834 arrivΓ² a Montebello Don Girolamo Vaccari a sostituire il prevosto Dai Zovi, a fargli compagnia ci fu anche il fratello sacerdote Giuseppe e l’anno successivo la sorella Angela. I suoi primi anni alla guida della parrocchia furono veramente difficili. Nel 1836 dovette fronteggiare con i montebellani la terribile epidemia di colera che imperversΓ² mietendo in paese decine e decine di vittime.
In canonica in quegli anni al suo fianco ebbe anche Don Gio.Batta Dal PrΓ , autore delle β€œMemorie” che portano il suo nome, cosΓ¬ utili per chi voglia approfondire la conoscenza della storia di Montebello.
Il fratello Don Giuseppe venne a mancare, ancora giovane, verso la fine della prima metΓ  del secolo e lui pure lo raggiunse la Vigilia di Natale del 1855. Peccato per Don Girolamo non aver potuto inorgoglire per le fortune e la gloria del nipote, il famoso Giuseppe Vaccari, che venne al mondo a Montebello nel 1866.
Don Girolamo Vaccari si Γ¨ anche interessato molto presso il Comune di Montebello affinchΓ© Gioconda Bonomo, figlia di Bortolo e nipote del piΓΉ famoso Francesco,1 di famiglia benestante, diventasse maestra delle fanciulle. Nel 1839 ottenne, in effetti, l’incarico di prima maestra della scuola statale di Montebello. Gioconda Bonomo naque nel 1815 nella casa del padre Bortolo, ricostruita, dallo stesso, nel marzo del 1799 dopo averla acquistata dal nobile Orazio Righi; ancora esistente in via Generale Vaccari Γ¨ conosciuta come casa delle sorelle Zonato. Trascorse la sua infanzia accanto alla madre Francesca De Santi e al padre il quale, avendo 37 anni piΓΉ di lei, era giΓ  molto vecchio. Dopo aver frequentato una scuola privata a Montebello, si trasferΓ¬ a Vicenza per completare gli studi e, a 17 anni, conseguΓ¬ il diploma di maestra, con ottimi voti in tutte le materie, presso l’Ispettorato Provinciale. Nel periodo in cui insegnava, Gioconda conobbe colui che poi diventerΓ  il compagno della sua vita: Francesco Bertolaso di Zimella.
Si sposarono il 22 novembre 1841 e la madre di Gioconda costituì per lei una ricca dote nuziale pari a 3.413 lire. Trasferitisi a Zimella Gioconda e Francesco ebbero due figli: Bortolo (3 dicembre 1845) e Ester Giulia (28 gennaio 1850), senonché, di lì a pochi mesi, rimasta improvvisamente vedova, si vide addossare tutte le responsabilità della famiglia e degli esercizi industriali del marito. Inutile dire che Gioconda, forte della sua preparazione pedagogica seppe allevare nel migliore dei modi i propri figli e fu una ferrea amministratrice nella conduzione delle fabbriche lasciategli dal marito Francesco Bertolaso. Nonostante le difficoltà ebbe anche modo di aiutare i poveri e i bisognosi con frequenti elargizioni. Si ricordò sempre anche del suo paese natale contribuendo alla costruzione della facciata della chiesa di Montebello e donando un generoso lascito di 4.000 lire alla Congregazione di Carità di Montebello, benefica istituzione integrata nel nuovo Ospedale costruito nel 1868, divenuto in tempi recenti Casa di Riposo. Lasciò questo mondo il 19 novembre del 1904 dopo una vita tribolata ma condotta con molta tenacia e generosità.2
(Dal libro di Ottorino GianesatoUmberto RavagnaniMaria Elena Dalla Gassa « LA “SCUOLA VECCHIA” ELEMENTARE DI MONTEBELLO VICENTINO Β»)

Foto:
1) Un ritratto di Gioconda Bonomo Bertolaso (1815-1904), considerata la prima maestra della Scuola Statale di Montebello (Foto Vianelli, Venezia 1870 circa).
2) A destra la casa natale della maestra Gioconda Bonomo a Montebello (casa Zonato), in una foto dei primi anni ’50 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

Note:
1) Francesco Bonomo fu contemporaneo di Bartolomeo Guelfo del quale trascrisse le composizioni poetiche, conservate e tramandate dai suoi discendenti e pubblicate nel 2007 dagli Amici di Montebello nel libro su Bartolomeo Guelfo.
2) Bertolaso B., I Bertolaso di Zimella – Profilo storico di una antica famiglia della ScodΓ²sia, 1985, Padova.

Umberto Ravagnani

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