LA RISAIA DEI FRACANZAN

[247] LA RISAIA DEI CONTI FRACANZAN: UNA VERA OASI VERDE

Negli ultimi decenni del β€˜500 la florida risaia dei conti Fracanzan, situata nell’antica contrΓ  del Terraglio detta poi β€œFracanzana”, destΓ² l’ammirazione e l’invidia dei nobili Sangiovanni. A tal punto che questi signori, incoraggiati dai buoni risultati che i Fracanzan ottenevano da questa redditizia coltivazione, vollero convertire parte della loro possessione della PrΓ  alla produzione dello stesso cereale. In quel tempo il riso era valutato sul mercato circa il 50% in piΓΉ del frumento e nel corso del β€˜600 esso valeva poco meno di 1 Ducato lo staio (circa 25 Kg). Da non trascurare che la resa di riso per ciascun campo era nettamente superiore a quella di altri cereali.
Purtroppo i Sangiovanni, pur avendo convertito il mulino della PrΓ  in pilla da riso e destinati 32 campi vicentini alla coltivazione di questo cereale, non ne riuscirono mai a far decollare la produzione e la gestione. Ne Γ¨ prova il continuo ricorrere a rinunce e nuove locazioni della risaia, presenti negli atti notarili dell’epoca che nascondono una certa insoddisfazione da entrambe le parti, sia locatori che locatari.
Di ben altro tenore era invece la gestione e la redditivitΓ  della risaia dei Fracanzan che si estendeva per circa 25 campi vicentini.
Accadde che in quello stesso periodo venne a mancare Alovise Fracanzan e la vedova Laura subentrΓ² al marito nella gestione della possessione della contrΓ  del Terraglio, dimostrandosi subito capace e lungimirante.
La contessa affittΓ² per 5 anni ai vicentini Bartolomeo Robustelli e GiacomoAntonio de’ Franchi i beni del Terraglio che assommavano a circa 65 campi, 25 lavorati a risaia e gli altri 40 votati alla produzione di frumento.
Qui di seguito alcuni passi dell’affittanza che dimostrano quanto la contessa Laura ci tenesse a mantenere ed incrementare il verde che circondava la risaia.

β€œLa locatrice sia tenuta a prestar a detti conduttori 360 stara di riso grezzo (circa 100 quintali – n.d.r) per semenza che saranno restituiti lo stesso anno (non si conosce la resa per ettaro in quel tempo, oggi Γ¨ di circa 70 quintali – n.d.r).
…
Che detti conduttori siano tenuti a mantener l’edificio da pillar li risi in ordine.
Che detti conduttori debbano tenir ben conservato il terraglio aciΓ² l’acqua non rompa, e pertanto debbano piantar ogni anno albari e salgari secondo il bisogno.
Che detti conduttori non debbano tagliare nΓ© permettere che siano tagliati da’ piedi (alla base – n.d.r.) arbori di sorte, ma solamente far bruscar.
Che detti conduttori debbano far mettere tutti li salgari e albari de tre anni in tre anni.
Che detti conduttori sian tenuti a far marcire tutte le paglie e gli strami.
Devono seminare 40 campi di frumento.
Che i conduttori debbano piantar ogni anno 100 belli oppi (aceri campestri – n.d.r.) emendando con essi le piante del brolo e dove sarΓ  bisogno piantar de novo e contemporaneamente far emendar (dar sostegno – n.d.r.) con piantoni de salgaro le piante che sono attorno la risaia.
I conduttori dovranno pagare per il seguente anno 1572, DUCATI 1500 in tre rate: 500 a Natale, 500 nel marzo 1573 e 500 alla festa dell’Assunzione del 1573 e cosΓ¬ di anno in anno.”

Ne1 1573 Anna Fracanzan, figlia ed erede del defunto Alovise, sposΓ² il nobile vicentino Odorico Pojana che subentrΓ² alla suocera ed alla moglie nell’amministrazione dei beni del Terraglio. Questo lo si apprende dai documenti dell’epoca allorchΓ© il nobile Odorico venne avvisato che, in seguito alla fortissima grandinata del 7 giugno 1573 in localitΓ  san Pietro, la risaia aveva subito gravi danni. Il disastro era stato causato dall’inondazione dell’AldegΓ -Chiampo, che rotto l’argine di sinistra e demolite le roste, aveva trasportato acqua e melma nella risaia. Il danno patito dai conduttori Bartolomeo Robustelli e Jacopo Calderari (quest’ultimo subentrato a GiacomoAntonio de’ Franchi), ammontΓ² a staia 85 di riso. Giuste le stime prodotte da Piacentino del fu Giuseppe Cenzati (fittavolo della risaia dei Sangiovanni), da Michele Casale suo risaro, originario di Ronco all’Adige, da Gio.Pietro Chiozini, pure lui di Ronco all’Adige, risaro dei Fracanzan.
Una ventina di anni piΓΉ tardi si verificΓ² un’altra alluvione talmente catastrofica da spazzare via le colture e la Strada Regia che univa il ponte della Fracanzana a quello del Marchese sulla sinistra AldegΓ -Chiampo (questa arteria verrΓ  ripristinata solo dopo il 1920 – n.d.r.).
Forse fu questo il colpo di grazia inferto alla risaia del Terraglio poichΓ©, dai primi anni del β€˜600 e a seguire, non vi sono citazioni di sorta che parlino della sua esistenza nΓ© di altre in Montebello.

OTTORINO GIANESATO

Nota: Questo scritto Γ¨ un’integrazione del nΒ° 21’ pubblicato nel sito degli β€œAmici di Montebello” del 28 gennaio 2018
Foto:
L’area della Fracanzana di Montebello Vicentino come si presenta al giorno d’oggi (Umberto Ravagnani – 2016).

Umberto Ravagnani

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