1921 UN GRAVE FATTO DI SANGUE

[240] 1921 UN GRAVE FATTO DI SANGUE


Finita la disastrosa prima guerra mondiale la situazione sociale ed economica in Italia era, a dir poco, tragica. La nostra lira valeva un quinto della lira del 1914 e questo significΓ² per certi gruppi sociali l’impoverimento e per altri addirittura la rovina. E che dire della β€œspagnola”? La prima ondata, nel 1918, fu relativamente blanda, come un’influenza stagionale e non scatenΓ² il panico. Fu la seconda ondata della pandemia, scoppiata nella tarda estate dello stesso anno e durata fino a dicembre, a provocare la maggior parte dei decessi. Ma bisogna aspettare l’estate del 1920 per dichiararne la fine. la Prima guerra mondiale, durata piΓΉ di quattro anni, causΓ² dieci milioni di morti fra i combattenti, piΓΉ alcuni milioni di vittime civili. Ma la pandemia fece molte piΓΉ vittime: si Γ¨ calcolato che morirono non meno di 50 milioni di persone su una popolazione mondiale di circa 1,8 miliardi.

Ma veniamo al nostro racconto. Nel diario parrocchiale del cronista, don Antonio Zanellato, il Prevosto della Chiesa di Montebello di allora, leggiamo, questo tragico fatto successo esattamente 100 anni fa:

Β« 27 Agosto 1921 – Domenica alle ore 7 1/2 del mattino presso una chiavica del GuΓ  sull’argine destro a monte del ponte delle Asse avvenne uno scontro tra quattro ladri che avevano nascosto la refurtiva nella chiavica e due carabinieri. Rimasero morti da arma da fuoco e percosse il carabiniere Cipriani Riccardo [figlio] di Sante, di Loreo (Rovigo) frazione di Cavanella Po d’anni 21 e il ladro P.G., d’anni 17 di qui, noto comunista. Fu ferito l’altro carabiniere Zanini, che sentΓ¬ dal carabiniere morto [sic!] il nome di β€˜Besso’. Furono arrestati due fratelli del posto. Besso si diede alla latitanza. Il cadavere del carabiniere fu portato nella cella mortuaria dell’Ospedale, quello del P.G. in quella del cimitero. Il lunedΓ¬ sera il P.G., al quale era stata negata la sepoltura ecclesiastica domandata dalla famiglia, fu gettato nella fossa. Il martedΓ¬ alle ore 4 con intervento di 11 Sacerdoti e 2 Chierici dei comuni di Montebello e Gambellara, con le rappresentanze dei comuni di Montebello e limitrofi e di ogni sorta di associazioni con bandiere, con scorte di Carabinieri e una folla immensa di popolo, il Carabiniere Cipriani fu portato alla Chiesa, dove furono cantati il Vespro e le Esequie. Prima delle Esequie parlΓ² il Prevosto, sulla porta della Chiesa parlarono il Sindaco di Montebello, il Colonnello comandante della Legione Carabinieri di Verona, un Maresciallo, il Commissario di P.S. di Vicenza AlverΓ , Pegoraro per il P. P. I., uno per i fasci di Combattimento, Guarda Attilio per i Combattenti. Al Cimitero parlΓ² un Carabiniere. Vi furono molte corone, intervenne la musica cittadina. Assenti e nascosti i comunisti. Β»

Alcune considerazioni: il nostro era un Paese essenzialmente agricolo, nell’Italia del primo dopoguerra i nove decimi dei proprietari non possedevano, individualmente, neanche un ettaro, in tutti quasi tre milioni di ettari sul totale di 22 milioni. Questo consentiva un livello di vita che non era molto di piΓΉ della pura sopravvivenza. Nelle campagne risuonava il grido β€œla terra ai contadini”. Nelle fabbriche, quasi tutte al Nord, il modello da imitare era la Russia e il suo comunismo. Nel 1920 ci fu l’occupazione delle fabbriche, che costituΓ¬ il punto di β€˜non ritorno’ della crisi. Tutto questo non fece che moltiplicare i fatti simili a quello raccontato qui e a preparare la strada all’avvento del fascismo.

Foto:
1) La fotografia, incollata sulla pagina del diario, riproduce parte del corteo prima dell’ingresso nella Chiesa Parrocchiale il 29 agosto 1921 (rielaborazione grafica di Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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