2020_02_Torreselle

TORRESELLE – In una splendida posizione panoramica tra i monti delle prealpi vicentine

30 agosto 2020TORRESELLE di Isola Vicentina (VI)

Lo scopo principale di questa uscita era quello di visitare la Chiesetta di Torreselle che ospita una preziosa pala di Clemente Muzzi (1712-1775) simile a quella custodita nell’Oratorio di San Giovanni Battista, a Montebello, dipinta dallo stesso artista, dove viene rappresentata la nascita del Santo stesso. In realtà in questa Chiesetta sperduta tra i monti prealpini, di opere del Muzzi dovevano essercene ben tre ma due di queste risultano scomparse. Fa bella mostra di sè l’unica rimasta, posta sopra l’altare maggiore. Anche in questo caso vi è rappresentata la nascita di San Giovanni Battista, al quale è dedicata pure la Chiesa. Il confronto con la pala di Montebello sarà l’argomento di un prossimo articolo di AUREOS, assieme alla storia della famiglia Muzzi.

Gaetano Girolamo Maccà (Sarcedo, 27 maggio 1740 – Vicenza, 5 marzo 1824), abate e storico italiano, nella sua monumentale opera “Storia del territorio vicentino“, ci descive in modo accurato questa piccola località sperduta nei monti prealpini, appena a nord-ovest di Vicenza:
« Camminando per la strada montuosa, che da Isola conduce a Torreselle nell’alto del monte si trovano due Vulcani estinti. Nel colle poi più alto in vicinanza della parrocchia il monte è tutto vulcanico; e così pure vulcanico è il colle più basso, sopra cui è fabbricata la detta parrocchia. In questa villa vi sono boschi di legna da fuoco le quali servono anche per cuocere varie fornaci da calcina. A mezzogiorno della chiesa parrocchiale nella contrada detta volgarmente delle Cariole v’è sun sito, che anche oggidì chiamasi castello, e furono ivi trovati, come mi fu detto segni e vestigi di esso. Abbiamo adunque motivo di credere, che ivi già da tempo esistesse l’antico castello di questa villa. A levante della stessa chiesa parrocchiale vi sono nella sommità del monte tre colli di forma piramidale rotonda. Corre voce, che sopra di essi vi fossero anticamente torri, le quali forse avranno dato motivo di chiamare cotesta villa Torreselle. lo mi portai sopra di essi colli, e vidi nella loro sommità quantità’ grande di sassi neri. Nel terzo poi di essi colli, situato vicino ad Isola osservai grossi pezzi di muraglia antica fabbricati con calcina assai tenace, la qual muraglia penso che avrà circondata la torre che ivi trovavasi. Le famiglie di questa villa, secondo il computo dell’anno 1803 sono 52, le anime in tutte 370.

CAPITOLO II (Della chiesa parrocchiale, e d’un altra picciola chiesa di casa Branzo Loschi)

La chiesa parrocchiale di Torreselle è posta nel monte, e dedicata alla Natività di S.Gio. Battista. La prima volta, che nelle vecchie carte trovai menzione di questa chiesa fu del 1391, 15 gennajo colle seguenti parole: In villa de Toreselis in ora ecclesie etc. E la prima volta che trovai nominato il suo titolare fu in un testamento del 1418, maggio nel quale il testatore: ordinavit corpus suum sepelliri in cimiterio Ecclesie Sancti Joannis de torexellis. Sembra che in questo stesso anno 1418 quivi non ancora fosse stato introdotto l’uso delle campane; atteso che, in detto anno avendo gli uominidi questo comune fatta una radunanza detta volgarmente convicinia, fu essa convocata ad sonum tabule. Questa chiesa presentemente è indipendente da altre chiese, perciò nel sabato santo il suo rettore fa da se le sue funzioni senza portarsi altrove, benché anticamente fosse soggetta alla chiesa Arcipresbiterale d’Isola di Malo. Veggasi ciò che abbiamo detto parlando di essa. Questa chiesa di Torreselle ha tre altari, le tavole de’ quali sono di Clemente Muzzi pittore Vicentino; Sopra la sua porta al di fuori leggesi scolpita la seguente iscrizione apportata anche dal P. Barbarano con qualche diversità (3): Anno Domini 1298. 26. Januarii hoc Templum Consecratum fuit, et restauratum 1610 ».
(Da “Storia del territorio vicentino” di Gaetano Maccà Tomo VII (1813)).

IMMAGINI: Alcune foto scattate durante la visita a questa splendida località (a cura di Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

 

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