IL FRATE SPARITO

[189]Β LA SPARIZIONE DI FRATE LODOVICO DAL CONVENTO DI SAN FRANCESCO

La storia della chiesa di San Francesco in Montebello, demolita nel 1909, Γ¨ costellata di piccole e grandi vicende meritevoli di essere ricordate e tramandate. Qui di seguito Γ¨ raccontato uno dei momenti piΓΉ difficili (o forse comici?) che hanno segnato la vita di quella chiesetta. Avvenne che il 6 settembre 1560, il notaio Gabriel Nardo dovette mettere nero su bianco una denuncia di sparizione di un frate: β€œβ€¦ nei giorni passati frate Lodovico Malacarne, guardiano del convento di San Francesco di detto luogo di Montebello, si assentΓ² lasciando la chiesa e il Divino Sacramento senza celebrante e senza alcuna custodia. Della cui assenza gli uomini del posto non conoscono ragione, per cui fecero rimostranze al Decano di Montebello, essendo detta chiesa di San Francesco senza sostituti religiosi o sacerdoti che quotidianamente devono officiare messe e riti divini. Gabriel Nardo, Decano, Antonio Maistrello, Silvestro Chiarello, Antonio Braghetti, Bartolomeo Pelizon, Jeronimo Grattonato, Jacobo Cazzolato, Jacobo del fu Silvestro Nardi e Matteo dal Pissolo, tutti Consiglieri del Comune nominano procuratori: Fabio Sangiovanni, Gio.Paolo Da Porto, Vicario di Montebello, nonchΓ© Bartolomeo Cozza con Francesco del fu Miolo Valentini, affinchΓ¨ si rechino dal Padre Provinciale dei Frati Minori e al Reverendissimo Padre Generale auspichino e chiedano un nuovo frate che venga a stabilirsi a Montebello per la celebrazione dei riti e delle messe, anche di un altro ordine religioso.” Questa richiesta dimostra il profondo attaccamento dei montebellani alla chiesa di San Francesco e ai pochi frati che la popolavano.
Comunque non sono noti i motivi del volontario e temporaneo allontanamento di frate Lodovico, nΓ© di quando fece ritorno a Montebello. Dai documenti notarili si sa che, 26 anni dopo, il religioso in questione era ancora vivo e vegeto presso il convento di San Francesco. Il caso volle perΓ² che nella tarda serata del 3 ottobre 1586, anniversario della morte di San Francesco avvenuta proprio in quel giorno del 1226, passasse a miglior vita proprio il Rev. Padre Lodovico Malacarne, di origine montebellana. Il giorno che seguΓ¬ la morte del frate, festa di san Francesco, il Rev. PrΓ¨ fra Michiel Angelo Mortasagna di Riva di Trento che da qualche tempo viveva nello stesso convento del defunto, ordinΓ² che fosse fatto l’inventario β€œdi tutte le robbe cosΓ¬ spettanti al Culto Divino come d’ogni altra sorte lasciate dal PrΓ¨ Lodovico”. Presenti il Vicario di Montebello Oratio Nievo ed alcuni consiglieri del Comune.
Come si puΓ² capire, la sparizione fortunatamente ebbe una evoluzione positiva, dato che molti anni dopo il frate in questione era ancora lΓ  nello stesso posto da cui era scomparso, consentendo cosΓ¬ ai posteri di godere dell’inventario, eseguito in sua mancanza, che svela completamente gli interni del piccolo antico convento e della sua chiesa completi di ogni arredamento e suppellettile. Secondo l’inventario del 1586, il convento possedeva una cucina, β€œuna caneva e altre cinque camere” (ossia stanze), con all’esterno un portico. Il numero delle stanze non coincide con quelle riportate in occasione dell’Estimo del 1665/1670 e mancano altresΓ¬ alcuni annessi (la stalla) che probabilmente con altri locali furono costruiti o rimaneggiati posteriormente alla morte di fra Lodovico.
Nell’Estimo seicentesco l’antico sito Γ¨ infatti descritto come β€œuna casa murata, cupata e solarata con 6 stanze in terreno (nell’inventario sono 6 stanze in tutto), con caneva sotto grande quanto occupano due camere, con 4 stanze in solaro, con granari sopra, con loggia davanti, sotto e sopra, con cortesella davanti, con una chiesa attaccata, con una casetta con 2 stanze murata, cupata e solarata della quale se ne serve di stalla, orto e riva con alquante piante di vite e frutti, puΓ² essere il tutto un campo e un quarto”.***

Tratto da: “Montebello nella quotidianitΓ  del β€˜500” di OTTORINO GIANESATO

Disegno: La Chiesetta di San Francesco a Montebello come doveva essere all’inizio del ‘600. Il convento di S. Francesco il 29 aprile 1656 fu soppresso dalla Repubblica di Venezia per sostenere la guerra di Candia. Il 10 settembre di quell’anno la signora Maria Ferrazza del fu Alvise di Montebello acquistava per la somma di 700 ducati l’Ospizio di S. Francesco con rive e orto annessi e cinque campi di pertinenza, nonchΓ¨ vari livelli in genere ed in denaro. (rielaborazione grafica Umberto Ravagnani).

Note: *** La storia della Chiesa di San Francesco di Montebello Γ¨ riportata in un altro articolo di AUREOS: “GHE GERA ‘NA VOLTA – La Chiesa di San Francesco (sec. XIIIΒ°)“.

Umberto Ravagnani

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