LA CHIESA DI S.EGIDIO

[136] LA CHIESA DI SANT’EGIDIO

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Dal libro “Memorie storiche di Montebello Vicentino” pubblicato nel 1932 da Bruno Munaretto, in breve, la storia della Chiesetta di Sant’Egidio.

Le prime notizie della chiesetta di S.Egidio Abate, la quale sorge presso il ponte sul Guà lungo la via che mena a Vicenza, risalgono al 3 febbraio 1282, giorno in cui, come scrive il P. Barbarano, il Vescovo di Vicenza applicava l’entrata di questa chiesa alla fabbriceria del Duomo di quella città. In quell’epoca accanto alla chiesa sorgeva un convento, tenuto dai frati Carmelitani (1) per ospitare e quindi per qualche giorno mantenere i pellegrini di passaggio. La chiesa perciò aveva le proprie rendite come tra l’altro lo dimostra un documento del 1352 dal quale si ricava che l’Arciprete del Duomo di Vicenza diede in affitto ad un tal frate Gerardino le rendite del Convento di S.Egidio. Questo nel 1656 seguì la stessa sorte di quello di S.Francesco e cioè fu soppresso con breve di S.S. Papa Alessandro VII in data del 21 aprile. Tanto il Convento come la chiesa quando il 10 settembre 1686 furono venduti dalle procurazie di S.Marco al Dottor Francesco Viviani, erano in pessimo stato per cui il primo fu demolito e la seconda per intero rifatta dal compratore, come lo dice una iscrizione sormontata dallo stemma dei Viviani (2) posta sull’arcata dell’altare, e che suona così: « Aedem Divo Egidio Abbati sacram – vetustate labentem Francisco Vivianus I. C. – refecit, ampliavit, ornavit – Anno Domini MDCLXXXVII ». Nel 1885 questa chiesetta fu quasi del tutto rifatta dal proprietario di allora Pietro Agnolin e circa il 1908 fu nuovamente restaurata dall’attuale proprietario Angelo Palmiero, il quale costruì pure il campaniletto. Essa è di forma rotonda con un solo altare di stile barocco in cui figurano cinque statue e cioè: a destra S.Francesco e S.Carlo, a sinistra S.Giuseppe ed il titolare e, nel mezzo, sostenuto da due angeli, il Redentore. Sotto i due angeli vi sono le due seguenti iscrizioni incise su marmo nero. La prima: « D. O. M. Legibus excellens Franciscus – celsa revolvens – Vivianus coeli delieiasque precans ». La seconda: « Aere ruens Fanum Egidii – stetit extulit aram – ornavit cultum restituitque Deo – Anno salutis MDCLXXXVII ». Nella chiesa di S. Egidio si trova pure una statua di S.Giovanni Nepomuceno che un tempo si trovava in una cappellina posta sopra il ponte del Guà ed eretta dal Conte Annibale Sangiovanni, come apparisce dalla seguente iscrizione: « Ad cultum Divi Ioannis Nepomuceni M. promovendum sibique peccatorum veniam impetrandam – Annibal a S. Ioanne MDCCXLIIX ». Purtroppo la statua di S.Giovanni Nepomuceno fu rovinata e sfigurata dalle soldatesche francesi nel 1797, per cui, al presente, non è che un torso quasi informe. Sul torrente Guà, nei pressi di S.Egidio, nel 1575 fu eretto un ponte dal celebre architetto Andrea Palladio, come lo conferma la seguente iscrizione: « Hermolai Pisauri praefecti – Decori Civitas Vicetiae – Andrea Palladio Architecto. MDLXXV ». Ma quel ponte, dopo qualche secolo, dovette subire vari lavori di restauro, essendo stato danneggiato dalle piene del torrente stesso, il quale andava sempre più alzando il suo letto, tanto che, alla fine del secolo XVIII, il ponte del Palladio era quasi scomparso sotto la ghiaia, per cui fu rifatto dalla città di Vicenza in forme assai più semplici. Per avere un’idea del vertiginoso inalzamento del letto del Guà, basta pensare che la casa a destra, appena passato il ponte e verso Vicenza, la quale fu costruita nel 1700 e serviva da villa ai Conti Valmarana, aveva il piano terreno allo stesso livello della strada.

Umberto Ravagnani

Note:
(1) Che il Convento di S.Egidio sia stato tenuto dai frati Carmelitani apparisce tra l’altro anche dal testamento di un certo Giovanni Germo fatto il 12 giugno 1529 e riportato parzialmente dal Padre Gaetano Maccà nella sua storia del Territorio Vicentino.
(2) D’azzurro alla fenice di nero sull’immortalità di rosso risguardante un sole d’oro posto nel primo cantone.

Immagine: La Chiesetta di sant’Egidio in una composizione artistica (APUR – Umberto Ravagnani 2014)

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