A PROPOSITO DI SICCITA’

[131] LA SICCITA’ DEL 2018/2019 E QUELLA DEL 1778-1779

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In questo periodo siccitoso i programmi televisivi delle previsioni meteorologiche sono assai gettonati. Molti si aspettano che dalla bocca degli ufficiali dell’Aeronautica o da quella delle annunciatrici di turno esca finalmente la buona notizia che pioverà. Nel medesimo tempo non si contano quelli che ripetono, fino alla noia, di non ricordare di aver vissuto una simile penuria di acqua piovana. Memoria un po’ corta perché nel non lontanissimo inverno 2001-2002 si è avuta una situazione meteorologica che ricalca quella attuale, almeno per le precipitazioni. Certamente il caldo anomalo va in direzione opposta del clima che nel 1700 mise a dura prova le popolazioni del nostro territorio. Infatti nel periodo che va da dall’inizio del 1700 fino al 1780 fu il freddo a farla da padrone. Basti pensare che nel 1709 nevicò fino agli ultimi giorni di febbraio e, per il tremendo freddo che andò crescendo per tutto l’inverno, morirono in provincia di Vicenza circa 1500 persone. Anche gli anni seguenti non furono migliori. Caratteristica del 1712 fu una primavera rigida e nevosa seguita da intense piogge che provocarono l’annegamento di numerose persone e di animali.
Il 1715 ebbe un periodo invernale del tutto simile a quello del 1709, situazione che si ripresentò nel 1735.
A trasmetterci queste notizie sono stati i numerosi cronisti locali di quell’epoca e del secolo successivo come il LANZI, il FAVETTA, o il BOCCHESE.
Oltre ai citati cronisti ci sono stati anche dei parroci di “campagna” che, sensibili alle evoluzioni del clima con i riflessi che si potevano avere per i prezzi delle biade, annotarono quà e là nei Registri Parrocchiali l’andamento delle stagioni.
E’ il caso di Don DOMENICO FRIZZIERO, parroco di San Pietro di Montecchio Maggiore, che, a cavallo del Settecento con l’Ottocento, scrisse nel Libro dei Morti tutte le variazioni climatiche che si verificavano. Naturalmente erano, grosso modo, le stesse di Montebello.
Eccone uno spezzone che per le precipitazioni ricorda e ricalca incredibilmente le situazioni dell’inverno del 2001-2002 e quella del 2018-2019.

« Dalli 13 dicembre, cioè la notte Santa Lucia sino questo 10 aprile 1779 non ha mai piovuto: sempre sereno con venti, tanto che sono morte le viti, cosa che alcuni delli vecchi presenti mai più s’arricordano, se non che l’anni della venuta dei Francesi in Italia nel 1735, che nell’inverno sono stati due mesi senza pioggia.

 Ma l’ammirevole è che quest’anno sono 4 mesi che non piove

 In questi quattro mesi non vi fu altro che qualche giornata, ma assai interpollata (sic!) con qualche nebbia e quindici o venti giorni di sereno.
Li 11 aprile “ad pretendam pluviam” (implorando la pioggia – n.d.r.) s’è fatta nella parrocchia l’esposizione del Venerabile, così il 12 e li 13.
Li 26 s’è fatta pubblica processione della Reliquia di Santa Croce .
Li 27 s’è passata la Beata Vergine Incoronata, nel qual giorno è venuta poca pioggia.
Li 29 Aprile si fece pubblica processione della Santissima Spina da questa Chiesa (San Pietro) e portata alla Chiesa di sopra (San Vitale).
Li 3 maggio 1779 è venuta una sufficiente pioggia, cosicchè andò bene al fondo, ma per altro ancora siamo scarsi d’acqua in maniera che li pozzi sono tutti in secca, sicchè per li bovi conviene che vadino per acqua colle botti, due anco tre miglia fuori del paese, anco per macinare.

Ho scritto li 9 maggio 1779 »

Ottorino Gianesato

Immagine: Montebello durante uno dei recenti periodi di siccità (a cura di Umberto Ravagnani).

Nota: Per chi è interessato, da parecchi anni è stato istituito un premio letterario per scrittori di testi Poesia e Prosa nei dialetti di Lingua Veneta: si chiama “Premio letterario Raise 2019” e si tiene ad Arquà Polesine nel mese di settembre. Anche il nostro Lino Timillero vi ha partecipato l’anno scorso con grande soddisfazione. E’ possibile scaricare qui il Bando 2019.

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