LA FAMIGLIA FASOLATO

LA FAMIGLIA FASOLATO

Il suo nome nasce come accostamento ad una pianta (il fagiolo), un fitonimo quindi, comune ad altri cognomi nati in Montebello come Marendolo, frutto del biancospino, Castegnaro dall’albero del castagno. La prima segnalazione archivistica è in un documento del 1419 in cui si legge di tale Giordano detto ”Fasoli” proprietàrio di un paio di campi nella contrada del Frassine. Uno dei discendenti di Giordano è Giovanni, che per essere distinto dagli altri tre fratelli viene soprannominato “Bevilacqua”. Questa menda (soprannome) l’ho riscontrata altre volte in Montebello (nei Prosdocimi per esempio) e penso che fosse affibbiata per celia a persone che avevano la sola colpa di essere astemie, e per questo ritenute, a torto, di scarsa virilità. Il cambiamento da Fasoli a Fasolato avviene durante il corso del ‘400 e così vi rimane fino alla sua completa scomparsa da Montebello. Gli appartenenti a questa grande famiglia sono dispersi per tutto il territorio comunale: un paio di famiglie nella contrà della Chiesa, una nella contrà della Pozza e la più ricca, quella dei fratelli Iseppo e Bernardino, nella contrà del Vanzo ai confini con il Comune di Brendola. I due fratelli, escludendo i nobili proprietari, sono tra i cinque nuclei maggiormente estimati del paese, e la loro abitazione, più che ad una casa, assomiglia ad un palazzetto con l’immancabile colombara. La loro presenza sul suolo montebellano si assottiglia col passar del tempo. Nel corso del ‘600 troviamo Paolo consigliere del Comune con Pier Antonio, seguito da Gio. Batta che diventa notaio e roga solo per tre anni tra il 1669 e 1672 per lo più occupato a redigere i verbali del Consiglio Comunale. In seguito ad una faida con alcuni appartenenti alla famiglia Castellan, nel 1628 Andrea Fasolato rimane vittima di un colpo di archibugio sparato dal fabbro Battocco, cugino dei Castellan per l’appunto. Una parte del risarcimento avviene dopo la grande epidemia di peste, il 20 Novembre 1631, mediante il pagamento di 35 Ducati alla famiglia Franceschin che con i Fasolato era stata colpita duramente. La somma viene pagata da Alessandro Castellan. Un altro Andrea Fasolato, forse così chiamato in ricordo del parente ucciso, nel 1663 è chierico e con l’aiuto di Tomaso Castellan, può finalmente disporre dei mezzi per diventare Presbitero. Nell’estimo del 1665-69 è iscritto solo Camillo Fasolato del fu Paolo abitante nella contrà della Chiesa in comunione dei beni col fratello Battista. Le loro proprietà sono costituite dalla casa di abitazione e da più di sei campi. Nel 1758 il chierico Don Camillo Bonvicini riceve alcune pezze di terra nella contrà della Chiesa Parrocchiale per poter avanzare nella carriera ecclesiastica. Donatore suo padre Carlo Bonvicini Fasolato erede di Antonio Fasolato. Questa confluenza nel cognome Bonvicini sembra essere la ragione della estinzione in Montebello del cognome Fasolato.

Ottorino Gianesato (Nome … e Cognome (2007))

Figura: La località Frassine si trova tra l’argine sinistro del torrente Chiampo e la Strada Regionale 11, oltre la Padana in direzione di Verona (a cura del redattore).

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