UN GREGGE INVADENTE

UN GREGGE INVADENTE

Il 16 Ottobre 1534 Bartolomeo detto “Mio” figlio di Domenico Cazzolato si trovava in certi suoi prati nella Contrà dell’Albiera (1) per caricare del fieno su di un carro. Vedendo il pastore Antonio figlio di Michele de’ Losi di Campo d’Albero pascolare le sue pecore sopra i suoi prati disse al pecoraio: ”para fora quelle piegore!”. Ma il pastore non si curò di farlo al che Bartolomeo discese dal carro e con la forca cacciò le pecore fuori dai suoi prati. Antonio, armato di “spontone” (lancia) si scagliò allora contro Bartolomeo che si difese e questo con un coltellaccio lo ferì tanto gravemente da causarne la morte il 1° Novembre successivo.

Dopo il processo Bartolomeo Cazzolato fu bandito.

Bartolomeo Cazzolato 6 anni dopo, probabilmente dopo aver scontato la pena, partecipò alla spedizione punitiva contro i Gualdo che gli valse una nuova condanna ad un lustro di bando (questo episodio verrà raccontato più avanti). Sicuramente la scontò solo in parte o non la scontò affatto, (forse in seguito ad un ricorso) dato che nel 1542 partecipò ad una sparatoria a Montebello.  Ma la striscia delittuosa dei Cazzolato doveva continuare …

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘500 – Busta n° 1126 sentenze dal 1535 al 1537)

Note:
(1) Contrà dell’Albiera o dell’Alberia appare, per la prima volta, in un atto notarile del Notaio Antonio Revese di Vicenza del 1418. In tale atto venivano dati in affitto da Gasparo de Braschi a Domenico di Montebello alcuni campi nella zona della contrà del Corso, della contrà della Fontanina, della contrà del Borgo, della contrà del Legnon e, appunto, nella contrà dell’Albiera, per cui si presume che tale contrada si trovasse tra l’attuale Borgo, la contrada Frigon e la contrada Fara. (N.d.R)

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio narrato nell’articolo (a cura del redattore).

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