LITE TRA VICINI DI CASA

LITE TRA VICINI DI CASA
UNA MINACCIA DIGERITA MALE

Simone ferraro detto “Grapina” figlio di Foino da Monteforte, abitante a Montebello, fu rinviato a giudizio con la grave accusa di aver favorito l’uccisione di Antonio Trentin. Nel processo che si tenne qualche mese dopo Simone si difese affermando di aver visto Antonio Trentin, suo vicino di casa nonché suo parente consanguineo, pochi giorni prima di morire. In quell’occasione la vittima procedeva sulla strada armato di spada e “pilla di ferro” (asta) dirigendosi verso di lui. Pertanto, temendo di essere assalito, si era ritirato in casa. In seguito Antonio ebbe a dire contro di lui reincontrandolo: « no passerà sta sera che ghe farò tagiar le gambe ». Queste affermazioni non impedirono al giudice di condannare Simone al bando perpetuo per complicità grave nel delitto.

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘500 – Busta n° 1131 dal 1546 al 1559)

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio narrato nell’articolo (a cura del redattore).

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