RIMEDI DEL CINQUECENTO (2)

[69] SUGGERIMENTI DELLA SECONDA META’ DEL ‘500 PER MIGLIORARE LA VITA
DAGLI ATTI DEL NOTAIO CRISTOFANO SQUAQUARA DI BRENDOLA (1)

A far che si trovi de lua del mese de maggio:  incalme de le vide negre sopra el calmun de la zirisara et esso calmo farà uva matura al tempo che viene bone le ciregie. A far sì che si trovi dell’uva nel mese di maggio: innesta delle viti di uva nera sopra il tronco di un ciliegio ed esso innesto farà uva che sarà matura al tempo che saranno “buone” le ciliegie.
A cazar la sede: togli le fogie de la perzigiola e metile sopra la lingua, aquieterà la sede. Per far passare la sete: prendi delle foglie di perzigiola  e mettile sopra la lingua, calmeranno la sete.
NOTA: Non ben individuata l’erba  perzigiola o porcigiola, come scritto in un’altra occasione. Potrebbe trattarsi dell’erba Porcellana chiamata anche erba masciara. In altri posti del vicentino è chiamata asperela, erba che taca, strangolaochi  ed altri nomi.

A guarire uno che fusse morsicato da scorpione:
(1) uno che sia morso da scorpione seda sopra uno asino revolto verso la coda et il dolore si torrà da lui et paserà all’asino.
(2) Ove dica nela orecchia a l’asino: avemi morso el scorpione alora el dolore si torà de lui et paserà nel asino.

Per guarire nel caso si fosse morsicati da uno scorpione.
(1) Uno che sia stato morso da uno scorpione sieda sopra la schiena  di un asino tenendo la faccia rivolta verso la coda ed il dolore si toglierà da lui e passerà all’asino.
(2) Si dica nell’orecchio dell’asino: sono stato morsicato dallo scorpione ed il dolore scomparirà e passerà nell’asino.

A conservar la uva et li malgaragni tuto l’anno. Togli aqua de cisterna et metila in una calderia  a bojlir con uno poco de miele dentro, et (quando) comenza a bojlir metile dentro el graspo de uva et un malgaragno ligato con uno filo tanto che si scoti uno poco e cavali et così si conservano tuto l’anno.

Per conservare l’uva ed i melograni tutto l’anno. Prendi acqua da una vasca e mettila in un pentolone con un poco di miele dentro. Quando incomincia a bollire  metti dentro un grappolo d’uva legato con un filo ad un frutto di melograno finchè si scottano un poco, poi toglili e così si conserveranno tutto l’anno.

A far che li capelli non diventano canuti: togli del latte di cagna et lavati over ongiti la testa over la barba et così non diventeranno canuti.

Per impedire che i capelli diventino bianchi. Prendi del latte di cagna e con questo lavati e ungiti la testa e la barba e così non imbiancheranno.

A guarire la doglia di denti: trova 20 foglie di hedera et metile a bogir in una pignatella di buon vino vecchio con una brancata di sale et fa che bogie tanto che le fogie siano ben cote et poi levale dal focho et lasale rafredare tanto che tu li posi tenir in bocha che non ti scoti et togli una gorgata di quel vino così caldo et tienilo da quella banda  dove ti dole el dente e guarirai.

Per guarire il mal di denti: prendi 20 foglie di edera e mettile a bollire in una pentolina di buon vino vecchio con una manciata di sale e fa che bolliscano finchè siano ben cotte, poi levale dal fuoco e lasciale raffreddare tanto che tu le possa tener in bocca senza scottarti, prendi una sorsata di quel vino così caldo e tienilo (in bocca) da quella parte dove di duole il dente e guarirai.

A far andar via li pelli de una persona che più non li torneranno: trova sterco di gata  et fane polvere sotilmente macinata con aceto fortisimo, stempera e lava el loco piccolo et quelli pelli anderanno via et più non torneranno.

Per depilare una persona definitivamente: prendi sterco di gatta e riducilo in polvere sottilmente macinata  ed unita ad aceto fortissimo, usa il tutto lavando sopra piccole zone (del corpo) ed i peli non ricresceranno.

Continua nel n. (3) …
Ottorino Gianesato
(Miscellanea 2018)

Note:
(1) Il notaio Cristofano Squaquara di Brendola (ma rogava anche a Montebello) inserì questi appunti tra gli atti che vanno dall’anno 1556 al 1574.

Figura: Ricostruzione di fantasia della preparazione dei rimedi (a cura del redattore).

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