IL PONTE DI SANT’EGIDIO (4)

[58] IL PONTE DI SANT’EGIDIO (detto anche il ponte di S. Zilio, il ponte de’ la Guà, il ponte Asse) (quarta parte)

UNA INSOLITA FONTE DI FINANZIAMENTO PER LA COSTRUZIONE DEI PONTI

Come, da chi e da dove provenivano i denari necessari alla costruzione dei ponti? Per un quarto delle spese, il Senato Veneziano aveva ordinato di utilizzare le somme versate per le multe delle condanne criminali, e a tale sistema si era adeguata anche la città di Vicenza.

STATUTO VICENTINO CARTE 412
Delibera del 26 maggio 1559 fatto dal Consiglio della Magnifica Comunità Nostra di Vicenza

“Le gravi e assidue querimonie (lamentele) non più da nostri Cittadini e poveri contadini, ma etiamdio replicate a vari Nobili viandanti forestieri e da Clarissimi Magistrati del Nostro Eccelso Dominio et etiam delli Signori Nostri Rettori, de’ molti ponti nelle strade pubbliche e principali di questo Territorio talmente rotti e guasti che il transito di quelli, non solo è difficile, ma pericoloso e tremendo con rivolta (rovesciamento) spesse volte de’ carri e morte de’ cavalli e buoi, ha dato causa a noi ancor Deputati al Governo di questa Magnifica Città ridurli in più bella e più stabil forma per il passaggio de’ pedoni e carri e benefizio pubblico e privato. Onde volendo provvedere che una parte delli denari delle condanne criminali siano riservati per la reparatione de’ ponti, tanto urgente e necessaria che più esser non potria, sì come per leggi e consuetudini statuito e NON SIANO DISPENSATE IN ALTRO USO.
L’andarà parte da essere presa in questo Consiglio, e poi approbata dall’Illustrissimo ed Eccelso Dominio Nostro, CHE CETERO D’OGNI ET QUALUNQUE PARTICOLAR CONDANNASON PECUNIARIA CHE SI FARA’ NEL NOSTRO CONSOLATO (Magistratura) CONTRA LI QUERELLATORI E MALFATTORI, SI DEBBA PER NUOVO DECRETO RITRAR LA QUARTA PORTION DA ESSER DEPOSITATA SOPRA IL SACRO MONTE DELLA PIETADE, QUAL SI DEBBA SOLAMENTE SPENDERE IN FABBRICHE DI PONTI E REPARATIONI DI QUELLI FUORI DI QUESTA CITTA’, NELLE STRADE PUBBLICHE E MILITARI, CON FERMA OPINION CHE, RIDOTTA IN TAL MODO INSIEME QUALCHE BUONA QUANTITA’ DI DENARI, SI DEBBA FABBRICARE UN PONTE DI PIETRA SOPRA IL FIUME DELLA TESINA NELLA VILLA DELLE TORRE (Torri di Quartesolo – n.d.r.)

Per la verità questa decisione di utilizzare parte dei denari delle condanne per la costruzione e manutenzione dei ponti non era in assoluto una novità. Già il 16 Aprile 1544 i Deputati di Vicenza imposero al Nobile Dottor Vincenzo Garzadori di versare 100 Scudi ad Antonio Volpe, Provveditore alla edificazione del ponte di Torri di Quartesolo, affinchè li utilizzasse per la sua riparazione. I detti denari provenivano dalla cassa che i soldati di Vicenza alimentavano con le riscossioni delle multe delle condanne. Della reale consistenza dei proventi delle multe c’era molto da dubitare, dato che nel 1583 al nuovo Provveditore per il ponte menzionato, Andrea Arnaldi, vennero stanziati 50 Ducati per riparare un danno. Ma a causa dell’insufficienza del denaro assegnato per l’operazione, non gli restò altro, forse per non sfigurare, che anticipare di tasca propria, una ulteriore decina di Ducati. Due anni più tardi, nel 1585, il Comune di Vicenza si dovette rivolgere al Governo della Serenissima affinchè concedesse, per almeno dieci anni, UN NUOVO QUARTO da prelevarsi dal fondo delle condanne da impiegare nelle riparazioni di tutti i ponti, e particolarmente in quello delle “Torre”. Questo nuovo stanziamento avrebbe dovuto essere depositato sopra il Sacro Monte di Pietà e speso solamente per fabbricare il detto ponte delle “Torre” in pietra, come era stato fatto per quello di Montebello. Ma la storia ci tramanda che il Ponte di pietra sul Tesina dovette aspettare alcuni decenni prima di raggiungere la percorribilità auspicata.

Continua …

Ottorino Gianesato (dal N° 10 di AUREOS – Marzo 2018)

Figura: Il ponte di Sant’Egidio durante una delle piene degli ultimi anni (foto a cura del redattore).

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