INVENTARIO SANGIOVANNI (2)

[51] UN INVENTARIO IN CASA SANGIOVANNI (seconda parte)

MONTEBELLO, OGGI 18 MAGGIO 1740

ALLA PRA’ DI SOPRA (una delle fattorie di proprietà in campagna)

 NELLA CUCINA

una cadena e un ferro da fuoco
2 casse, una di nogara, e l’altra di pezzo vecchie
5 cadregoni “da poggio” vecchi
30 zapponi (la loro presenza è legata al gran numero di operai impiegati nei lavori agricoli – n.d.r.)
3 picchi di ferro
Una siviera (barella a mano o recipiente – n.d.r.) piccola di ferro e altro tocco di ferro sciolto

IN GRANARO

20 staia di sorgo mazadego e cinquantino e fasoli da semenza
Un mezzo staro di rame e pala (misura per aridi di circa 14 litri – n.d.r.)

IN CANEVA E STALLA

6 caretelli o carettelli (careza = botte) di legno duro cinti di ferro pieni di vino per la “sesola” (falcetto) (vino ad uso e consumo degli operai durante la raccolta dei cereali. Solitamente “vin piccolo” ossia annacquato – n.d.r.)
3 vezoli per la vendemmia, due buoni e uno vecchio
3 carri usati
4 carrelli con i suoi versori, gomieri, cadene e mantelli (carrelli completi di aratri)
Una erpica dalli denti (erpice)
3 spianarole
4 barelle da terrassare (dette anche barelle “a man” per trasportare la terra – n.d.r.)
3 Zovole, zovi e zovetti forniti per le bovarie (gioghi diversi e completi per i buoi o altri animali da tiro- n.d.r.)
11 bovi da zovo e zovello (animali usati in coppia o singolarmente – n.d.r.)

ALLA PRA’ DI SOTTO (una delle fattorie di proprietà in campagna)

2 carri usati
2 carrielli forniti con suoi versori, gomieri
2 mastelli
8 bovi di mantello diverso

IN STALLA DI CORTE

8 bovi
Un carro usato
Un carriello, un versoro, gomiero e cadena
Zovo, zovello ed altro per la bovaria
Un mastello per portar acqua cinto di ferro
Un lavello di pietra

DAL PASTORE

Un carretton con due tole (assi) da conducer calcina. Travadure diverse da fabbrica, tanto dal detto pastore come sotto al portico del bovaro come pure sotto la barchessa
120 pecore “da frutto” (da latte e per generare agnelli) in socede (contratto di soccida mediante il quale una parte fornisce gli animali da allevare ad un pastore per poi dividere a metà i proventi – n.d.r.)

Il pastore è il Signor Celadon da Montebello

50 agnelli giovini

IN GRANARO DI CORTE APPO (presso) la BOVARIA

107 stara di frumento
12 stara di formentello
18 stara di formento marzolo
15 stara di formenton nero
Uno staro di rame (28 litri circa ), due mezzi stari e una quarta (tutte misure per gli aridi) due palconi (pale completamente di legno)

SOTTO DETTO GRANARO

9 caretelli (botti) di legno duro (rovere, castagno, frassino e altre essenze) cinti di ferro e della tenuta di 4 mastelli ciascuno (circa 450 litri – n.d.r.)

NELLA DETTA CAMERA (stanza)

Due megliara (migliaia) circa di tavelle vecchie (simili ai mattoni, ma più sottili usate per pavimentazioni o sottotegole)

NELLA CAMERA (stanza) SOTTO IL DETTO GRANARO APPO (presso) LA STRADA

Un carro di coppi vecchi
4 cavalletti per armadura di fabbrica
Un carro “matto” di legno (più che un carro è una grande carriola per il trasporto di grosse pietre e altro – n.d.r.)
Due carri di tolle (tavole) grandi e piccole

IN GRANARO SOPRA LA CASA DOMINICALE

2 carettelli (botti) e una mezzarola (mezza botte) da aceto cinti di ferro
2 tavolini vecchi
16 cerchi di ferro da botte “sortiti” altri “ferramenti” vecchi diversi
4 stara di pizoli bianchi (legumi forse ceci)
5 stara di fave
Un palcon (pala completamente di legno per rimuovere i cereali)

IN GRANARO DAL GASTALDO

120 stara di sorgo marza dego
28 stara di miglio
4 stara di fagioli
2 stara di panisso (o panizzo, minuscolo cereale usato per l’alimentazione dei volatili da cortile – n.d.r.)
9 stara di avena
2 palconi

IN TINELLO DAI SERVITORI

Due letti, cavalletti e tolle, due pagliazzi, tre stramazzi, tre capezzali, un cuscin: tutto vecchio. Quattro schiavine vecchie (coperte di lana grezza)

IN CAMERA (nella stanza) DEL GASTALDO DETTA DEL “VIN BIANCO”

3 botti da “basere” (ossia da collocare statiche in cantina sui “basere” appunto) di legno duro con 6 cerchi di ferro per cadauna piene di vino bianco (una botte = 912 litri circa – n.d.r.)
2 mezzi carri cinti di ferro vuoti (botti su carro della capacità di litri 456 circa – n.d.r.)
1 mezzo carro da tre mastelli (della capacità di 342 litri circa)
2 piccoli cinti di ferro
1 botte “carezzadora” (da montare su carro) cinta di ferro

NELLA CAMERA APPO (presso) LA RIMESSA

5 botti “carezzadore” cinte di ferro
2 mezzi carri di legno duro cinti di ferro da “carezzare” (botti ancora da montare su carro – n.d.r.)
3 botti “mezzovin per giacciara” (vin piccolo per ghiacciaia – n.d.r.)
1 botte di vino – il qual vino si trova in detta botte carezzadora

NELL’ALTRA CAMERA (cantina) CONTIGUA SOTTO LA RIMESSA

4 botti “da basere” (ossia da collocare statiche in cantina) di legno duro cinto di ferro. Due piene di vino piccolo e due vuote.
Altra botte cinta di ferro vecchia e rotta
1 tina (tinozza) di legno duro con tre cercoli (cerchi) di ferro

NEL CAMERINO (piccola cantina) APPO (presso) IL GASTALDO

10 carettelli di legno duro cinto di ferro della tenuta di mastelli 3 e mezzo (ciascuno litri 392 circa – n.d.r.)
10 carettelli “piccoli sortiti” di legno duro cinti di ferro, 5 pieni di vino grosso bianco e nero, 2 schize (particolari botticelle schiacciate, in dialetto “schizà”, di legno di pero cinte di ferro (è probabile che queste essendo di legno di pero fossero utilizzate per il vino “buono”, ma erano spesso usate per contenere anche acqua (n.d.r.)

IN CAMERA GRANDE (cantina) SOTTO LA BARCHESSA

24 botti “da basere” di legno duro cinte di ferro con 6 cercoli: 18 delle quali sono piene di vino grosso nero

NELL’ALTRA CAMERA (cantina) ANNESSA

13 botti “da basere” di legno duro cinte di ferro con 6 cercoli cadauna le quali sono piene di vino mezzano
6 mastelle da travaso di legno duro cinte di ferro, due mastelli, due barili di legno duro cinti di ferro
2 lore (grossi imbuti per travasare e filtrare il vino – n.d.r.) di legno duro cinte di ferro
1 “tinazzetto” de salgaro (legno di salice) cinto di ferro
9 bottazze cinte di ferro
3 secchie di rame per travaso
2 sioni (sifoni per travasare il vino n.d.r.) di rame
1 cesta di rame sbusa
2 “cagne da botte“ (leve per alzare e trasportare le botti – n.d.r.)

SOTTO DETTA BARCHESSA

16 tinazzi (grossi recipienti per la fermentazione del mosto) grandi di legno duro con 5cercoli di ferro
2 tinazzi mezzani con 4cerchi di ferro ognuno
3 tinazzi piccoli cinti di ferro
1 torcolo (torchio)
1 caretta da cavalli buona

IN TEZZA

Poco fieno per li cavalli

IN STALLA

Un letto per il “caroziero” (conducente di carrozze), pagliazzo, stramazzo, capezzale e cuscino di lana, una schiavina
Una prettina di nogara
Un armaro di pezzo da fornimenti (per contenere i finimenti dei cavalli) vecchio
Un mastellon con carriola da beverare li cavalli
Altra carriola da letame
2 secchi da acqua di legno
Un badile, due forche
Diverse pietre da fabbrica in corte
6 magnadore (mangiatoie)
Legna grossa e minuta per il consumo di casa
18 forche annesse alle bovarie
22 vanghe
Un carrello da biada da cavalli, strigia (striglia), bruschetto e sponga (spugna)

AL POZZO IN CORTE 

Due secchi di rame grossi con cirella (carrucola) e corda
Un alveo (“albio” o truogolo) di pietra vecchio

N.D.R.
Considerando tutti i recipienti atti a contenere il vino, compresi tini e tinozze varie, la potenziale capacità delle cantine dei Sangiovanni era tra i 600 e 700 ettolitri

Continua nel prossimo numero con l’inventario in città nella casa sita in Contrà Santi Apostoli, sindacaria di San Michele a Vicenza …

Ottorino Gianesato (dal N° 6 di AUREOS – Maggio 2005)

Figura: Tutta l’area della Prà, nel periodo dell’inventario, era di proprietà della famiglia Sangiovanni (foto a cura del redattore).

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