INVENTARIO SANGIOVANNI (1)

[47] UN INVENTARIO IN CASA SANGIOVANNI (prima parte)
Il Notaio Paolo Cenzati (1) ci accompagna in una lunga e interessante visita virtuale alla casa “dominicale” dei Conti Sangiovanni, a due passi dalla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria di Montebello. L’occasione ci è data dall’incarico che esso Notaio ha ricevuto da Lodovico e fratelli Sangiovanni, eredi del defunto Conte Giulio. A Farci da guida, anche perché chiamati come testimoni, due servi di casa Sangiovanni: Francesco Bugno del fu Antonio da Strà (Venezia) e Paolo Cheramin del fu Gio. Batta proveniente da Este (Padova). La visita proseguirà poi nella Contrà della Prà, dove i Sangiovanni possedevano due fattorie. Sarà quindi la volta del palazzetto sito in Contrà Santi Apostoli, Sindacaria san Michele a Vicenza. Nessuna stanza, nessun oggetto nemmeno i più nascosti verranno tralasciati dalla loro ispezione.
Per consentire una migliore comprensione, gli oggetti dell’inventario descritti in questa ricerca sono riportati ora nella loro forma originale, ora nella forma corretta.

MONTEBELLO, OGGI 18 MAGGIO 1740

“INVENTARIO DI TUTTI I MOBILI ESISTENTI IN DETTA CASA E COSI’ DI TUTTI GLI ARNESI INSERVIENTI D’USO DI CAMERA. BOVARIE ET ATTREZZI RURALI NIENTE ECCETTUATO”

IN SALA A PIE’ PIANO (pianterreno)

Una tavola di nogara (noce) in due pezzi, un tappeto di lana a filo e fiori
Due tavole di nogara
Una tavola rotonda in due pezzi
Due banchetti di pezzo (abete) con poggio antichi
4 caregoni di nogara “da poggio” antichi (fungevano da attaccapanni – n.d.r.)
20 careghini da tavola di nogara impagliati
Una restelliera (rastrelliera) di ferro con 6 alabarde
Altre due restelliere di ferro con 12 schioppi lunghi e corti ad “azzarino” (acciarino)
Altre due restelliere di legno con 13 schioppi antichi corti ad una canna
Due carte geografiche
Altre due carte sopra (le) porte
Tre quadri in tela “Frutti e Volatili” sopra (la) porta

IN CAMERA CONTIGUA VERSO SERA 

Un letto fornito di cavalletti tole e stramazzi (tavole e materazzi), due capezzali, due cuscini tutto (di) lana
Valanzana (tessuto leggero di Valenza – Spagna – n.d.r.) e perponta (trapunta) e sopracoperta di lana a filo
fiori verdi a fondo giallo.
Un acquarolo di stagno
Un tavolino di nogara
Un armaro di nogara con 4 canti (cassetti) fornimento (ferramenta) di otton con serradura
Uno specchio piccolo, soaza (cornice) nera
Una carega da “poggio” di nogara antica
Tre prettine (tipo di sedia – n.d.r.) di nogara vecchie antiche et un’altra “da comodo” (per sedersi)
7 carte diverse
Una testiera da perrucca (serie di teste finte su cui poggiare le parrucche – n.d.r.)

NELLA CAMERA ANNESSA ALLA MEDESIMA VERSO SERA

Un letto fornito di cavalletti, tole, pagliazzo (pagliericcio) (n.d.r.), due stramazzi, capezzale e tre cuscini di lana
Una valanzana, una sopracoperta a fiori di lana a filo verde e giallo con suo “bancale” (intelaiatura del letto – n.d..r.)
Un acquarolo di stagno
Uno sgabello di nogara vecchio
Un quadro in “pezza” di Santa Maria Annunziata appo (presso) il letto
Un quadro con figura di San Gennaro
8 quadri in tela “Paesi e Figure” senza soaza
Uno specchio piccolo con soaza azzurra e dorata
Tre tavolini di nogara
5 careghe da “poggio”
9 careghe prettine
2 careghe impagliate
Uno sbevaglino e scopetta sopra un tavolino (risulta sconosciuto il termine sbevaglino, ma probabilmente accostato
alla scopetta dovrebbe essere un oggetto per la pulizia, forse paletta (n.d.r.)

SOTTO IL CAMINO

Ferro da fuoco, paletta e becca cenere (raccogli cenere) vecchi
Due tavolini di nogara ornati “per zogar” (per giocare a carte, dadi o altro) all’ombra

NELLA CAMERA APPO LA SALA VERSO MATTINA

Una lettiera di nogara antica e vecchia con colonne “a ciel” con pagliarizzo vecchio e rotto, letto di pena (piume d’oca) e sopracoperta vecchia color cannella e suo capezzale (di) lana
Una tavola di nogara con suo bauletto sopra pure di nogara
Due tavolini di nogara
Una tavola rotonda in due pezzi con tappeto sopra (di) bombaso (bambagia) e filo
Un tavolino di pezzo piccolo
Due casse e un banchetto (di) nogara
Due prettine (di) nogara
Una scagnetta (di) pezzo (piccolo scranno di abete – n.d.r.)
Un treppiedi di nogara con cappotto e brocca di stagno
Una carega di nogara impagliata
Un quadro di tela appo (presso) il letto, soaza di peraro (cornice di legno di pero – n.d.r.)
Sotto il camino un ferro da fuoco e becca cenere ed una coltrina (tenda – n.d.r.) vecchia di panno rossa

IN SALETTA CONTIGUA TRA DETTA CAMERA E CUCINA

Una tavola rettangolare di nogara vecchia per la servitù
Casse di nogara e pezzo antiche e vecchie
Una credenza di nogara vecchia

NEL CAMERINO CONTIGUO SOPRA LA CUCINA

Un secchiello d’acqua santa di stagno
Uno sgabello di nogara vecchio
Un tavolino di peraro ornato
Un armaro di peraro con tre canti (cassetti) forniti di ottone con sopra scrignetto coperto di pelle
Un armaro di pezzo sotto il camino
Una cassa di nogara piccola e vecchia
Due tavolini piccoli
Un tavolino di nogara vecchio
Due cadreghe da “poggio” vecchie coperte di pelle
Due prettine di nogara vecchie

NELL’ALTRO CAMERINO CONTIGUO SOPRA LA CUCINA VERSO IL GIARDINO

Un letto cavalletti,tolle, suo bancale, pagliazzo, uno stramazzo, capezzale (di) lana, una perponta e sopra coperta a fiori lana e filo
Un secchiello d’acqua santa di ottone
Uno sgabello di nogara con crocefisso sopra
Un bauletto di nogara
Tre tavolini di nogara
Un armaretto di pezzo con “scanziera” (scaffale) di libri
Una cadrega da “poggio” di nogara coperta di pelle
6 prettine di nogara
Una scagnetta di nogara
Una testiera da perrucca
9 quadretti in carta assortiti (stampe)

NELL’ALTRO CAMERINO APPO LA SALETTA SOPRA IL GIARDINO

Un letto, cavalletti, tolle pagliazzo, due stramazzi, capezzale, 4 cuscini (di) lana e uno di valanzana, una perponta, una sopracoperta a fiori di lana e filo verde e bianco
Un secchiello d’acqua santa
Uno sgabello di nogara
Una cadrega da “poggio” coperta di pelle
Un tavolino ed una prettina di nogara
Quadretti in carta assortiti (stampe)
Uno specchio piccolo con soaza dorata

NELL’ARMARO IN SALA DI SOPRA ANTEDETTA

Una valanzana, 3 perponte, 4 cuscini di lana (evidentemente materiali di riserva – n.d.r.)

SOTTO LA SCALA DI PIETRA A PIE’ PIANO (pianterreno) 

Un centenaro da olio di pietra (orcio)

IN SALETTA CONTIGUA TRA DETTA CAMERA E CUCINA

6 careghe prettine di nogara vecchie
2 scagni (scranni)
Lavello, secchiello e brocca di rame con suo ferro

IN SALETTA ANNESSA APPO LA SCALA PER SALIRE NEL SECONDO APPARTAMENTO

Un tavolino di peraro nero
Una portiera di panno rosso con suo ferro (provvista di maniglie e serrature – n.d.r.)
Arazzi vecchi che erano sopra detta camera ove sono i libri e le scritture

N.B.Le portiere ricoperte di tessuti pregiati venivano considerate alla stregua dei mobili e pertanto inventariate.

IN CUCINA VERSO MATTINA

Una tavola con mesa (recipiente di legno – n.d.r.) per fare il pane
Una gramola “da pan snodata” (impastatrice)
Una cassa vecchia e “banca de tola de pezzo” (panca di legno di abete – n.d.r.)
4 prettine di nogara
Un centenaro de preda (un orcio di pietra – n.d.r.) da olio
6 stagnade grandi e piccole (tegami e pentole)
3 caldieri di rame (pentoloni per fare la polenta – n.d.r.) mezzani e piccoli
4 secchi di rame
Una stagnadella (tegamino) di rame lustra (lucida)
Una cestella di rame forà (probabilmente scolapaste)
Una cazza con manico in rame (recipiente per travasare l’acqua dai secchi – n.d.r.)
Un secchiello di ottone mezzano
Due grate di rame con manico in ferro
Tre antiani (tegami – n.d.r.) e baccine (bacili) di rame
Una baccina (bacile) di otton
Una raminella (pentolina) di rame
Tre fogare (scaldaletti – n.d.r.)
Due frissore (dette anche “farsore” cioè padelle per friggere – n.d.r.)
Una gradella (graticola)
4 treppiedi “sortiti” (assortiti)
Tre cadene da fogo
Una mogiecca (pinza per la brace – n.d.r.) una paletta e un badile
Una grattacasola (grattugia)
Due cavedoni (alari del camino – n.d.r.) di ferro, menarosto (girarrosto) e 4 spiedi

NELLA SALA DI SOPRA

Un tavolone di nogara vecchio con due tappeti
Una tavola di nogara rotonda in due pezzi
Un armaro grande di nogara
5casse rotte di nogara vecchie
2 casse rotte di pezzo vecchie
3 careghe “da poggio” di nogara vecchie antiche
3 prettine
Un baule e una cassetta di pezzo vecchia ferrata (cinta di ferro

NELLA CAMERA CONTIGUA ALLA DETTA SALA VERSO SERA

Un letto fornido (completo) di cavalletti, tole, bancale, pagliazzo, due stramazzi, capezzale, un cuscino di lana
Una valanzana, una preponta vecchia e sopracoperta di bombaso a filo stricata vecchia
Un acquarolo di stagno
Due quadretti, uno in tola (dipinto su legno) l’altro in tella (su tela)
Uno sgabello di nogara vecchio
Un tavolino di peraro ornato color nero
Un altro tavolino di nogara con scrignetto sopra vecchio
Una testiera da “perrucca” (parrucca)
Una cassa di nogara antiva
Due prettine di nogara
Uno specchio piccolo con soaza nera

NELL’ALTRA CAMERA CONTIGUA ALLA SUDDETTA VERSO SERA

Un letto, cavalletti e tolle con bancale, paglie rizzo, due stramazzi, capezzale di lana
Un acquarolo di stagno
Un quadro con pittura ”I TRE RE MAGI” in tola (dipinto su legno)
Uno sgabello di nogara vecchio
Un armaro di nogara
5 casse di nogara vecchie
2 tavolini di nogara
Una cassetta piccola di nogara
Uno specchio piccolo con soaza nera
4 cadreghe prettine, compresa una di comodo
Un cadregon “da poggio” antico coperto di pelle

NELLA CAMERA CONTIGUA APPO LA SALA DI SOPRA VERSO MATTINA

Due lettiere antiche con colonnelli (baldacchini), due pagliazzi, due letti di pena (imbottiti di piume) uno stramazzo di lana, due capezzali, uno di pena e l’altro di lana, una valanzana, una perponta e sopra coperte di tela vecchie
Uno sgabello rotto di nogara
Tre casse di nogara e una di pezzo vecchie
Un casson di nogara vecchio antichissimo

IN SALETTA CONTIGUA VERSO MATTINA

Un armaro di pezzo
Una burattina di pezzo (setaccio di abete – n.d.r.)
2 cassoni di pezzo da farina
2 casse di nogara vecchie e rotte
Un cadregon di nogara “da poggio” vecchio
Una prettina

NEL CAMERINO CONTIGUO SOPRA LA CUCINA

Un letto,cavalletti, tolle, pagliazzo, due stramazzi, capezzale, due cuscini di lana intima ordata vecchia, due valanzane, una perponta vecchia con sopra- coperta a fiori lana e filo

IN LISSIARA (lavanderia) E FORNO

Una caldiera di rame
117 tondi di stagno da tovagliolo
12 fiammenghine (tipo di piatto – n.d.r.)
13 piatti da cappon
2 sottoreali (vassoi piccoli o supporti dei reali grandi? – n.d.r.)
3 reali grandi (vassoi o piatti da portata – n.d.r.)
2 pianedelle (coppe)
2 cerchi da tavola
2 megiolare (vassoi, “cabarè”)
Una scaldadora di stagno a 6 tondi (per tenere calde le pietanze – n.d.r.)
2 sottocoppe piccole
Un piatto reale e uno da capponi
6 candelieri di ottone
22 paia di … (illeggibile) di drappello (tessuto leggero di seta e canevella usati (forse asaciugapiatti, salviette o stracci – n.d.r.)
20 paia come sopra da cucina
46 mantille e credenziare di lino e canevo intovagliati (tovaglie e copritavoli di lino e canapa – n.d.r.)
16 tovaglioli di fiandra damascati (di lino)
Un mantille e 4 sugamani di fiandra damascati
46 tovaglioli sforzati di lino meneghino (di Milano)
4 mantilli come sopra
6 sugaman come sopra
210 tovaglioli sforzati ordinari
14 mantilli da cucina
80 canevazze (asciuga piatti/asciugamani di canapa – n.d.r.)
20 paia di forette (cuscini) tra grandi e piccole
50 tovaglioli schietti (grezzi) per cucina (tovaglioli semplici ad uso della servitù – n.d.r.)
44 sacchi usati e vecchi
5 mastelli da lissia (da bucato) grandi e piccoli parte cinti di ferro e parte non
2 gabbie da pollame
4 tolle da lavare (assi da lavare)

Continua nel prossimo numero con l’inventario nelle due fattorie, di proprietà Sangiovanni, in campagna alla Prà di Sopra e alla Prà di Sotto …

Note:
(1) Il Notaio Paolo Cenzati ha rogato dal 1715 al 1759.

Ottorino Gianesato (dal N° 6 di AUREOS – Maggio 2005)

Figura: Villa Sangiovanni all’inizio del Novecento. Il corpo centrale della villa è quello originale Quattrocentesco, mentre le due ali laterali sono state aggiunte nel 1856-57 da Giuseppe Pasetti, il nuovo proprietario della villa. In primo piano il famoso pozzo di villa Sangiovanni, sistemato, negli anni 50 del Novecento, nel giardino davanti alla Chiesa Parrocchiale (ricostruzione grafica a cura del redattore).

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6 Commenti

  1. Beggio Paola Maria
    Non so se parliamo dello stesso periodo ma mio nonno materno faceva il vostro per quella villa ,la fattoria si trovava dietro la scuola guida, c’è acora un pilastro nella casa della famiglia Gamba. La curiosità è che il pozzo che ora è ai giardinetti della chiesa si trovava là.
    Stiamo parlando 1920 – 1930.
  2. Umberto Ravagnani
    E’ vero, la fattoria si trovava dietro la scuola guida e il pozzo si trovava nel cortile davanti alla fattoria. E’ stato portato dove si trova ora negli anni 50 del Novecento. Sarebbe interessante comunque conoscere qualche aneddoto di chi vi ha lavorato quando l’area dietro quella fattoria era completamente verde! Parlando, invece, del periodo relativo all’inventario (e fino a metà dell’Ottocento circa) tutta l’area era della famiglia Sangiovanni, compresa la villa in figura, che ora è più nota come villa Freschi-Sparavieri.
  3. Lino Timillero
    Dove Via Manzoni s’incrocia con Via Borgolecco, lì c’era il portone di entrata della proprietà agricola dei S. Giovanni. Appena dentro al cancello, era situato il Pozzo che veniva usato dalle famiglie che abitavano attorno alla corte, allora detta ‘Corte de Bellini’, il Fattore. Mi ricordo io stesso di aver visto uomini e donne prelevare l’acqua dal Pozzo per uso quotidiano! Quando ci fu la grande svendita, ed arrivò la famiglia Gamba,nuovi padroni dell’azienda agricola, il Portone, il Pozzo e l’altro Portone furono smantellati e riposizionati. Il Pozzo dov’è ora, un Portone tra i Giadinetti e Via G. Cederle (se non mi sbaglio col nome della Via). L’altro Portone è in Via IV Novembre per dare accesso alla proprietà Zonin.

    Tanti saluti, Lino

  4. Lino Timillero
    Come accennato, il tutto fu rimosso poco prima che iniziassero i lavori (MANUALMENTE!) per la Via IV Novembre: 1952-53. E come accennato su uno degli articoli, mio padre lavorava per i Freschi-Sparavieri. Da loro venne fatta la vendita della grandissima proprieta`. Con gli occhi dei miei ricordi, vedo ancora i lavoratori che scavano per costruire la “Strada Nova”!

    Ciao, Lino

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