VIA VIGAZZOLO A MONTEBELLO

[39] TOPONOMASTICA: VIGAZZOLO (ovvero la traslazione di un toponimo nel tempo)
Oggigiorno Via Vigazzolo indica quel tratto di strada che si diparte sulla sinistra di via Trento, costeggia per un breve tratto il piede del Monte Castello per poi deviare a destra, collegandosi alla strada della Belloccheria e a quella per Zermeghedo. Nell’800 detto tratto di strada era chiamato “Strada Nuova” in quanto aveva soppiantato da poco la vecchia strada di collegamento con Zermeghedo che correva al piede del monte lambendo le contrade Perosa, Belloccheria e Costeggiola.
Dall’alto medioevo fino agli anni successivi alla seconda guerra mondiale, la Via Vigazzolo iniziava nella propaggine nord del quadrivio “Corrubium” che si originava nella vecchia piazza del paese (1) e terminava alla fine dell’abitato dove attualmente inizia la via in questione. Questa parte terminale della Via era denominata anche “Contrada del Santo” perchΓ© al centro del bivio (che a sinistra portava alla Perosa e Zermeghedo e, a destra, conduceva alla contrada Cal di Pozzo) sorgeva un capitello dedicato a Sant’Antonio da Padova comunemente detto “il Santo“. A cavallo degli anni 50/60 del secolo scorso, in una ventata di modernismo tardo nazionalista, come ad altre vie toccΓ² anche a questa Via di essere smembrata e rinominata in Via Roma e Via Trento.
Nei documenti antichi viene abitualmente denominata “Contracta Vigazzoli” ossia Contrada del Vigazzolo. Tale nome Γ¨ sempre stato interpretato dagli storici locali come corruzione del termine latino “Vicus” (quartiere – borgo – villaggio) o di “Viculus” (borgata – piccolo villaggio). Difficoltoso risulta ricostruire le fasi di corruzione del nome in quanto l’attuale si discosta notevolmente dall’iniziale presupposto. Questa interpretazione, in assenza di ulteriori documenti chiarificatori, Γ¨ parzialmente condivisibile, ritengo perΓ² che foneticamente l’ipotesi piΓΉ probabile e consona sia la seguente: il Vicus o viculus esistente nel tardo impero venne distinto, dagli altri presenti in loco, dai Longobardi immigrati sul finire del VIΒ° secolo, con il suffisso “Gahagi” divenendo cosΓ¬ Vicus Gahagi.
E’ dimostrato ampiamente a livello nazionale che “Gahagi” nel medioevo si trasforma in Gazzo e Gazzolo (Gazzo Padovano, Gazzo Veronese, Gazzolo a Zermeghedo, a Zovencedo, ad Arcole, a Lumezzane, sull’appenino Reggio-Emiliano, ecc.) ed indica un terreno boscoso (2).
Col tempo nella parlata Vicus Gazzolo viene contratto e decade la parte terminale di Vicus Vi(cus)Gazzolo diventando Vigazzolo. Pertanto tale termine significherebbe letteralmente abitato al margine del bosco e vista la sua collocazione mi sembra che tale interpretazione trovi giustificazione e sia condivisibile anche al giorno d’oggi nonostante le trasformazioni subite dalla collina nel corso dei secoli.

Note:
(1) Fino al 1680 la piazza del paese era prospicente la facciata est della Loggia comunale, era di forma trapezoidaleΒ  e si allungava verso l’attuale Via XXIV Maggio.
(2) GAHAGI (bosco, pascolo recintato, riserva del re o del nobile). Il senso originario di Gahagi si Γ¨ ristretto a quello di ‘bosco o bosco recintato’, specie in Veneto e nella regione alpina ricca di boschi.

Vigi = Da Luce Li (dal NΒ° 7 di AUREOS – Dicembre 2005)

Figura: La portineria di Villa Miari situata nell’antica Via Vigazzolo (collezione privata del redattore).
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