IN RICORDO DI GIANNI E ROSY

In un procelloso pomeriggio di marzo, sferzato dal vento, accompagnati da un turbinio di bianche stille, abbiamo dato l’estremo saluto a Giovanni Sgarbi.
L’ultima settimana di ottobre in un tiepido pomeriggio autunnale abbiamo accompagnato la sua mamma, Rosy Andrighetti, “… là in fondo, dall’ovarolo” com’era solita dire lei, eufemisticamente, e tanti altri montebellani della sua epoca, per indicare il Camposanto quando questi era ancora isolato dal centro abitato e l’abitazione più vicina era quella dei Pasetto che in quel tempo fra l’altro commerciavano le uova.
Con il latte materno Gianni aveva assimilato dalla madre la passione per la “Storia Patria” ed ancor di più quella della “Storia della Piccola Patria” che era un compendio dell’orgoglio locale per la propria autonomia e le proprie istituzioni dell’età comunale e dell’entusiasmo per la ritrovata unità di animi e d’intenti dell’epoca risorgimentale che ancora si respirava nel paese nella prima metà del secolo scorso.
Gianni era anche un attento osservatore delle realtà socioculturali ed ambientali di altre nazioni e certi suoi parallelismi con la realtà locale dimostravano una capacità di sintesi e di collegamento davvero stimolanti.
Rosy era una miniera di informazioni sulla vita del paese dagli anni ’30 in poi, che volentieri esponeva con disponibilità e garbo accompagnandole con gustosi aneddoti oltre che con una precisa documentazione che era stata raccolta negli anni da lei e dal marito con certosina costanza.

Luigi Dainese (dal N° 5 di AUREOS – Dicembre 2004)
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