MONTEBELLO E LE GUERRE

[23] MONTEBELLO E LE GUERRE

Un valoroso cittadino di Montebello Γ¨ Antonio Zanesco, camicia nera, Azzurro di Dalmazia, caduto vicentino in Terra d’Africa. Nacque a Montebello il 13 giugno 1907; cadde a Debri il 3 Dicembre 1935. Gli fu conferita la medaglia di bronzo al valor militare il 27 Maggio 1936.
La sua Montebello che ha dato il nome alla Battaglia dell’8 Aprile 1848, che alla Grande Guerra ha donato cento caduti e il suo condottiero Vaccari infiammΓ² la sua anima, spingendolo in Terra d’Africa per aprire la via dell’Impero. All’insaputa dei suoi, si arruolΓ² tra le camicie nere e raggiunse Napoli per imbarcarsi alla volta dell’Abissinia. La sua fine non avvenne tra il tuono delle artiglierie e il falcidiare delle mitragliatrici, ma nella solitudine delle lande africane, mentre con altri compagni, si recava a raccogliere legna per il suo Reparto, senza sospettare che le zagaglie nemiche li accerchiassero e li martoriassero. I camerati portarono a spalla le salme dei caduti nel forte di MacallΓ© e li sepellirono col viso rivolto verso l’Amba Alagi.
Nel 1972 il comune di Montebello espose il seguente annuncio: “Dalla terra di Etiopia dove cadde il 3 Dicembre 1935, rientrano in Patria i Resti Mortali di Antonio Zanesco Medaglia di Bronzo al Valor Militare. L’Amministrazione Comunale partecipa al rinnovato cordoglio dei suoi congiunti e invita la cittadinanza a prendere parte ai funerali che avranno luogo MartedΓ¬ 7 Marzo 1972 alle ore 10.30, partendo dal ponte del Marchese“.
Un altro valoroso Γ¨ caduto a causa della guerra. Il Sergente Luigi Piccoli (Presidente dell’Azione Cattolica veronese in servizio a Montebello da una decina di giorni, presso il Comando della VI Armata) era un giovane molto buono che si dedicava alla preghiera, al sacrificio, all’apostolato.
La sera dell’8 Settembre era a Verona, avendo ottenuto un brevissimo permesso di 24 ore dal suo Maggiore per la festa della NativitΓ  di Maria. Il giorno seguente si udivano i colpi di cannone, ma egli coraggiosamente si recΓ² alla stazione di Porta Nuova per ritornare a Montebello, ma trovΓ² la notizia che nessun treno era partito, nΓ© sarebbe partito. I suoi cercarono di convincerlo a rimanere a casa, ma egli prese la bicicletta per il ritorno a Montebello. In servizio c’erano pochi soldati, cosΓ¬ anche se stanchissimo, si recherΓ  a presidiare il ponte con una mitragliatrice posta sull’argine. Al mattino arrivarono i tedeschi. Il sottufficiale cercΓ² di convincerli a proseguire per Vicenza, ma inutilmente, ed entrambi vennero colpiti. Il medico, fortunatamente abitava vicino e lo fece ricoverare all’ospedale di Arzignano, dove passΓ² lunghe ore di atroce agonia. MorΓ¬ il 10 Settembre del 1943.

D. L. F. (dal NΒ° 4 di AUREOS – Dicembre 2003)

Figura: Ricostruzione di fantasia a cura del redattore.
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