PROVERBI E MODI DI DIRE (2)

Brendola scura piova sicura“, “Lonigo ciaro para soto el caro“, “Caligo a l’Agoiana piova par ‘na setimana“.
Questi tre proverbi sono di chiara origine contadina e davano precise indicazioni sull’andamento del tempo e sulle conseguenti attività lavorative in anni lontani in cui non c’erano né “Lunari” né i Colonnelli dell’aeronautica a pronosticare il tempo.
I proverbi sopra citati sono il frutto di pazienti, innumerevoli osservazioni meteorologiche che hanno impegnato intere generazioni a riconoscere i segni premonitori del tempo ed a codificarne le conseguenze. Un proverbio veneto recita: “I nostri veci i stava col cul a la piova cento ani prima de fare on proverbio” e questo la dice lunga sulla pazienza e sulla ponderazione che erano richieste per valutare gli avvenimenti, interpretandone anche i minimi particolari e le eventuali sfumature per non lasciare quindi nulla al caso.
Il primo proverbio assicura una pioggia abbondante quando i monti circostanti la rocca e le frazioni di Brendola si ammantano di imponenti cumuli di nubi nere che non lasciano filtrare i raggi del sole e tutto avvolgono e confondono tanto che non si riesce a distinguere la linea di separazione tra la dorsale dei monti ed il cielo, fintanto che non giunga il primo bagliore di un lampo. Poco dopo, ecco giungere il fragore del tuono, qualche minuto ancora di attesa e poi ecco le prime gocce che via via si fanno più numerose e più grosse. Il vento non sarà impetuoso, la pioggia ristoratrice sarà abbondante, i contadini non dovranno temere per le colture e quasi a rassicurarli di ciò, mentre la pioggia si allontana, compare a sud-est del paese un grande arcobaleno che congiunge le terre dell’Arcomagna (1) con quelle del Borgo del Bacino.
Il secondo proverbio ammonisce i contadini di porre al riparo nei porticati o nelle barchesse i carri agricoli con il loro fragrante carico di fieno od i raccolti messi ad essicare sul “seleze” (2) quando il celeste cielo estivo, in direzione di Lonigo, muta il suo colore in un grigio cangiante con varie sfumature bronzee. Le nubi si dilatano basse su tutto l’orizzonte, avanza una leggera bava d’aria, si nota poi un baluginare sempre più consistente, il fragore dei tuoni si fa sempre più forte la cinerea cappa del cielo s’incupisce sempre più, mano a mano che avanza. La pioggia non sempre è abbondante. Talvolta un vento forte sospinge la nuvolaglia dapprima a nord-ovest verso la Selva e l’Agugliana e poi verso l’alta Valle del Chiampo, e ridiscende dalla valle foriero di grandine. Un tempo decisamente poco apprezzato perché può danneggiare le colture, mentre non garantisce un sufficiente ristoro per quelle in via di sviluppo. Questo moto del tempo era nel passato denominato anche “Tempo che vien dal Ferrarez” (3).
Ancora meno apprezzato è il “Tempo che vien dal Garda” per il quale non c’è stata necessità di qualificarlo in un proverbio tanto si presenta brutto, con i suoi nuvoloni scuri screziati di un bianco argenteo. Il vento impetuoso quasi da tempesta squassa le fronde delle piante, l’acqua cade con violenza da battere il terreno e scorre via senza essere assorbita e poi … “dulcis in fundo” cade quasi sempre la grandine copiosa e consistente. Qualche volta la grandine prende la via di nord-ovest, sembra seguire predeterminati corridoi “le fasce“, allora è accompagnata da scarsa pioggia e da forte vento è “la tempesta secca” tanto temuta perché “dove la passa gnente la lassa“.
Il terzo proverbio ricorda che quando la nebbia si dirada nelle campagne si infittisce sempre più a mano che sale la collina, giunta in quel di San Nicolò d’Agugliana ricopre fittamente ogni cosa lasciando poco o nulla a vedere, il tempo subirà di lì a breve un profondo mutamento. La nebbia si condenserà sempre più fino a formare una minuta pioggerellina che lentamente prenderà maggiore consistenza ed intensità fino a trasformarsi in una pioggia regolare, senza violenti scrosci, che perdurerà per parecchi giorni o come precisa il proverbio per una settimana. Il fenomeno della nebbia nella sommità delle nostre colline è un evento piuttosto raro in quanto di norma, per il fenomeno dell’inversione termica, quando la nebbia si presenta fitta a livello del suolo e nelle basse quote, in collina si godono tiepide giornate dal clima primaverile anche in pieno inverno. In queste situazioni, dalla sommità del Monte Cucco (Monte del Lago) o dell’Agugliana, lo sguardo può spaziare lontano fino a perdersi all’orizzonte. La nebbia sottostante sembra un mare a volte calmo a volte tempestoso, dal quale emergono come tante isole le dorsali delle colline più alte o le cime dei monti. Ad un occhio attento non sfuggirà verso sud-sud-ovest la dorsale dell’Appennino emiliano, ad ovest la zona di Botticino con le sue cave di marmo, a nord-ovest la catena del Baldo e poi volgendo lo sguardo verso nord l’altipiano Lessinico, il gruppo del Carega, il Sengio Alto, il Pasubio, il Monte Maggio, il Toraro, l’altipiano dei Sette Comuni con le cime del Verena, di Portule, di Cima Dodici, delle Melette ed oltre queste intravederà due guglie delle Pale. Poi volgendo ancora lo sguardo verso est, si avrà modo di mirare il Monte Grappa, il Cesen, il Pizzoc, le vette Feltrine, il Bosco del Montello, la foresta del Cansiglio con il sovrastante monte Cavallo ed il vicino Col Nudo. La vista si perderà verso est, riuscendo ad intravedere in alcune giornate anche il Carso Triestino.
Queste visioni, di una beltà quasi irreale, ci portano in una condizione particolare di bel tempo che ha altri riferimenti nei nostri tipici proverbi e dei quali faremo menzione in un prossimo numero del notiziario.

Note:
(1) Località del comune di Brendola
(2) Parte selciata dell’aia dove si spandevano i raccolti per asciugarli dall’umidità residua e favorirne quindi una migliore conservazione nei granai.
(3) Che si origina dalle parti di Ferrara.

L.D. (dal N° 2 di AUREOS – Giugno 2002)

Figura: Selva di Montebello vista dall’Agugliana (Foto a cura del redattore).
Se l’articolo ti ha soddisfatto metti MI PIACE su FACEBOOK

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *