I LONGOBARDI A MONTEBELLO I

Per la sua posizione geografica sulla direttrice Vicenza-Verona della via Gallia Prima, e della strada Postumia dopo, Montebello o “Ad Aureos“, come veniva chiamato dai romani, fu più volte nei secoli attraversato, conquistato ed anche distrutto dai barbari o dagli eserciti nemici.
Verso la fine del 568 Montebello venne invaso dai Longobardi nel loro percorso verso Verona. Paolo Diacono nella sua “Historia Longobardorum” così inizia il racconto della migrazione dei Longobardi in Italia: “Allora i Longobardi, abbandonata la Pannonia, con mogli, figli, e tutti i loro averi, s’affrettarono verso l’Italia per impadronirsene … ciò avvenne il mese d’aprile, il secondo giorno dopo la Santa Pasqua, essendo già trascorsi 568 anni dall’incarnazione del Signore“.
Inizia, così, un vero e proprio esodo di un intero popolo guidato dal loro re Alboino, realizzato in maniera formidabile se si considera che non si trattava solamente di un esercito in assetto di guerra ma con un’intera popolazione al seguito.

E’ stato calcolato che viaggiassero ad una velocità media di 2 Km al giorno dato che alla fine dell’anno successivo avevano conquistato gran parte dell’Italia settentrionale. L’occupazione dei territori veniva consolidata lasciando sul posto dei contingenti militari con i relativi gruppi famigliari, detti fare, a presidio armato delle terre occupate. Da qui i toponimi a noi vicini di Monticello di Fara, Fara di Montebello. Molto interessante anche il toponimo Guarda, da wart, indicante il posto di guardia disposto su una posizione dominante, che si trova a Selva di Montebello. E il toponimo Gualda da wald (bosco), la località che si trova sulla strada per Montecchio.
In un documento datato 27 marzo 1076 e conservato nell’Archivio San Felice (Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza), Uguccione dei Conti Maltraverso, signori di Montebello, afferma: “qui professo Sum ex natione mea lege vivere longobardorum“. Orgogliosamente professa, quindi, le sue origini longobarde e sceglie di vivere secondo le tradizioni dei suoi antenati.
La durata del regno Longobardo in Italia si protrasse fino al 774 ed ebbe fine con la vittoria di Carlo Magno sull’ultimo re Desiderio; e alla fine della dominazione Longobarda al passaggio al Sacro Romano Impero si fa risalire l’inizio del Medioevo.
In questi 200 anni, anche se fu un periodo di continue lotte, questo popolo guerriero seppe amalgamarsi con le popolazioni venete e latine di civiltà enormemente superiore da cui apprese molto, determinando una trasformazione della società italica. Anche l’adesione al Cattolicesimo, che maturò lentamente, va considerato un avvenimento di grande rilevanza storica (fine della prima parte, segue sul N° 3 di AUREOS).

L.A. (dal N° 2 di AUREOS – Giugno 2002)

Figura: Il ‘monticello’ dove oggi è situata la villa Favorita, può aver dato il nome di Fara alla località, in epoca longobarda (Foto a cura del redattore).
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