IN RICORDO DI AMELIO E BRUNO

In ricordo di Amelio e Bruno

Nel luglio dello scorso anno è deceduto Bruno Cisco, socio della nostra Associazione: egli era un grande appassionato della storia di Montebello ed ha sempre partecipato con entusiasmo e disponibilità alle iniziative per la diffusione della conoscenza della storia e del patrimonio artistico del nostro paese. La sua morte improvvisa e prematura ha lasciato un grande vuoto in tutti noi. Un altro lutto ci ha colpiti all’inizio di quest’anno. Dopo breve malattia, è scomparso Amelio Maggio, il Presidente degli “Amici di Montebello”. Il professor Maggio o “maestro”, come veniva ancora affettuosamente chiamato da quanti erano stati suoi scolari, ha coltivato lo studio della storia locale come memoria collettiva, insegnando l’amore per il paese natale e l’attenzione ai “segni” che sono rimasti a testimoniare il rapporto tra la comunità di Montebello e il suo territorio. I titoli delle sue pubblicazioni e collaborazioni testimoniano questi intenti fin dal primo lavoro, “Il mio paese. Esplorazioni e ricerche per lo studio dell’ambiente” (1968) che, in chiave didattica, proponeva aspetti fisici, idrografici e storici del territorio comunale, così come erano stati “scoperti” dai suoi alunni attraverso lezioni, testimonianze ed “uscite sul campo”. Il suo contributo “Cronache e ricordi” al volume di G. Pieropan “Il Generale Giuseppe Vaccari (1866-1937)“, pubblicato nel 1989, e “Montebello Novecento“, scritto a quattro mani con L. Mistrorigo, sono la dimostrazione di come egli fosse diventato un riferimento indispensabile, in quanto testimone diretto e conoscitore delle fonti storiche locali. L’attenzione alle tradizioni locali lo portava a ricostruire, attraverso i documenti dell’archivio parrocchiale, la storia della celebrazione quinquennale della Solenne “La Madonna di Montebello nel centenario dell’istituzione della Festa Quinquennale” (1985) e la costante preoccupazione per la salvaguardia e la valorizzazione dei monumenti storici ed artistici di Montebello lo induceva ad accompagnare o a sollecitare iniziative di restauro con pubblicazioni come quelle su “L’ospizio e l’oratorio di S. Giovanni Battista di Montebello Vicentino” (1988) o su “Il castello di Montebello e la famiglia dei conti Maltraverso” (2000).
Un suo sogno era che a Montebello potesse esserci un museo a testimonianza delle antiche origini del nostro paese.
Nell’ambito della nostra associazione di cui era stato socio fondatore, ha promosso iniziative volte ad approfondire e a divulgare l’impegno preso fin dagli anni dell’insegnamento. L’attività dell’associazione è stata fortemente legata a queste due figure che non ci sono più, e gli “Amici di Montebello” condividendo le finalità e prendendo il loro esempio intendono portare avanti il loro impegno.

S.V. (dal N° 2 di AUREOS – Giugno 2002)
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