PROVERBI E MODI DI DIRE (1)

[8] PROVERBI E MODI DI DIRE (1)

Xè proprio quando manco che te te lo speti che l’acqua rompe” ovvero “Quando meno credi ti coglie l’imprevisto” è il significato del detto ed è quasi una metafora, traslata nell’ambiente naturale, dell’insegnamento evangelico “Estote parati” (nel Vangelo secondo Matteo si legge “Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est” e cioè “Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà”. Matteo 24,44 – N.d.R.).
Questo tipico modo di dire montebellano trae la sua origine dalle innumerevoli rotte primaverili od autunnali dei torrenti Chiampo e Guà e delle conseguenti “rotte” che hanno provocato nei secoli scorsi danni incalcolabili alle colture, ai fabbricati, alla viabilità e che in più di qualche occasione hanno provocato anche vittime umane. Il progressivo disboscamento delle medie ed alte parti delle valli del Chiampo e dell’Agno, iniziato nel XIII° secolo da parte dei nuovi immigrati di etnia tedesca (Cimbri) per ricavare pascoli per il bestiame e carbone dolce da vendere nel territorio di pianura, ha ridotto la capacità del terreno di assorbire e trattenere le precipitazioni atmosferiche favorendo il dilavamento dei pendii e dei terreni sciolti con il conseguente trascinamento dei limi, di materiali grossolani, di arbusti e talvolta di alberi. Le improvvise piene tracimando dall’alveo dei corsi d’acqua allagavano le campagne circostanti depositando il materiale in sospensione negli avvallamenti del terreno.
Ogni piena colmava le zone più basse dei terreni circostanti i torrenti e talvolta quando le piene risultavano particolarmente rovinose accumulavano materiali in grande quantità fino a formare dei piccoli dossi di detriti che emergevano dalle acque stagnanti fintanto che queste non venivano assorbite dal terreno. Tali formazioni vennero denominate “Insulae” (isole) e tale denominazione è rimasta in uso fino al giorno d’oggi per indicare la località posta a nord della S.S.11 e ad est del torrente Guà.
Un’altra piena rovinosa del Guà nell’anno 1600 portò allo stupefacente quanto casuale ritrovamento di una statua di San Marco che fu poi posta dopo un lungo contenzioso al centro della piazza del paese.
Altre piene sono ricordate per l’interramento e la successiva demolizione del ponte costruito dall’Arch. Andrea Palladio nel 1575 che risulta certamente l’opera più effimera tra quelle realizzate dall’illustre architetto, l’annegamento di un frate carmelitano che dal convento di S. Egidio doveva portarsi al convento della Madonna dei Frati e fu ritrovato cadavere con la sua asina nella campagna di Brendola. Lo sviluppo di un’epica locale “7 majo che gran spavento” della quale rimangono pochi frammenti ma che era patrimonio di molti anziani fino a qualche decennio fa.
Ma di questi e di altri argomenti parleremo più approfonditamente nei prossimi numeri.

VIGI (dal N° 1 di AUREOS – Dicembre 2001)

Figura: MONTEBELLO Via Lungo Chiampo – 16-05-2013 (Foto A. Fioraso)
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